Toscana
Contro il suolo-groviera sopralluogo della Regione
Concessioni minerarie e subsidenze, il Comune chiama la commissione ambiente «Le istituzioni devono avere una conoscenza diretta dello stato del territorio»
VOLTERRA. Che l’attività estrattiva abbia ridotto il territorio di Saline di Volterra un groviera è storia vecchia. Ci sono aziende costrette a chiudere e a trasferirsi a causa di muri crepati e avvallamenti, poderi che fino a 20 anni fa esistevano e che oggi sono solo un ricordo.
Tante storie diverse, ma simili nella sostanza si incrociano ormai da tempo su questa frazione industriale che grida aiuto e non ce la più a sostenere le martellanti estrazioni del sale.
Un urlo amplificato dal Comitato in difesa della Valdicecina che in Saline ha il suo cuore pulsante e che domani, attraverso i suoi attivisti, guiderà i membri della commissione ambiente della Regione Toscana alla “macabra scoperta” dei cosiddetti fenomeni di subsidenza. In soldoni sono i pericolosi dissesti del terreno all’origine di crolli e cedimenti strutturali.
Il sopralluogo viene caldeggiato da tempo dalla giunta comunale di Volterra: la richiesta diventa realtà, proprio domani. «Sul territorio comunale di Volterra insistono concessioni minerarie dell’azienda Solvay – si spiega nella delibera di giunta dei giorni scorsi – e le zone immediatamente limitrofe alle aree della concessione mineraria Buriano, ancora in attività, e interna a quella di Poppiano sono caratterizzate dalla presenza di crateri di subsidenza».
Saranno queste le zone che la commissione che arriva direttamente da Firenze, visionerà. «Noi riteniamo – continuano – che quali che possano essere le ragioni del grave fenomeno di subsidenza della zona, è certa la vulnerabilità del territorio, per questo vogliamo che le istituzioni sovracomunali possano avere una conoscenza diretta dello stato dell’arte in cui i nostri cittadini vivono».L’obiettivo primario è quello di sensibilizzare le istituzioni in una fase in cui sul piatto ci sono trattative in essere proprio con Solvay.
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