Il Tirreno

Pontedera

Dimezzato il fatturato del Gruppo

Servono i soldi per far girare le merci in magazzino e sugli scaffali dei negozi

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PONTEDERA. Dimezzato. Anzi di più. Nel corso del primo semestre Cdc Spa ha registrato una riduzione del fatturato di circa il 55% rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo del 2011 (170,7 milioni di euro) attestandosi intorno ai 77,2 milioni di euro. Lo scenario di mercato è difficile ma la flessione fotografa soprattutto l’impatto della ridotta capacità finanziaria dovuta sia ai risultati economici negativi registrati negli ultimi mesi che alla maggiore difficoltà a mantenere relazioni con finanziatori e fornitori, di entità adeguata al sostegno del capitale circolante.

Tradotto, l’azienda per ritrovare il passo ha bisogno di ossigeno, soldi necessari a far girare il magazzino e le merci negli scaffali dei negozi. Del resto, il risultato operativo lordo (Ebitda) ottenuto nel semestre è negativo per circa 12,8 milioni di euro, inferiore a quello realizzato nel primo semestre 2011 (positivo per circa 1,3 milioni di euro). A pesare è il deterioramento dei margini sulle vendite a causa soprattutto della ridotta gamma di prodotti disponibili sugli scaffali. E ciò ha innescato, inevitabilmente, la necessità per l’azienda di praticare politiche di prezzo più aggressive e quindi con margini di ricavo compressi. Ma anche la necessità di adeguare le valutazioni di magazzino, per circa 0,8 milioni di euro, per tenere conto della minore rotazione potenziale di una parte di esso, nelle nuove condizioni operative in cui il Gruppo si è trovato a operare.

Il valore totale delle svalutazioni pesa sul risultato operativo (Ebit) per 5 milioni di euro a fronte di un Ebit negativo di 19,4 milioni. In particolare, sono state contabilizzate svalutazioni di crediti commerciali per 2,3 milioni di euro, di marchi per 2,1 milioni, e di avviamenti per 0,5 milioni. Il tutto a fronte del momento attraversato dal Gruppo e delle prospettive in termini di dimensioni aziendali. A far “danno” anche la gestione finanziaria e di cambio: un costo netto di 2,2 milioni a fronte di 1,1 milioni nel primo semestre 2011. Un peggioramento dovuto al maggior costo del denaro, a seguito del deteriorato rating aziendale, e delle differenze cambio sfavorevoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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