Attenzione
Tartufai, la speranza adesso si chiama Poppea
La perturbazione attesa nel fine settimana promette di portare piogge Cucchiara: «Siamo in una situazione in cui è ancora tutto possibile»
SAN MINIATO. Periodi piovosi alternati ad altri più caldi. È così che si annuncia settembre. A far da ambasciatore sarà Poppea, questo il nome della perturbazione che promette un vortice di piogge nel fine settimana. Quelle che non sono arrivate lo scorso weekend. «Solo domenica c’è stato qualche scroscio d’acqua ma non in quantità tale che potesse essere assorbito dal terreno». A fare il bilancio è Salvatore Cucchiara, presidente dell’Associazione tartufai delle Colline sanminiatesi. Però un effetto in positivo c’è stato. «Per lo meno è servita a far calare un po’ le temperature».
Tutto è ancora possibile. «Se ci sarà pioggia no mancano i motivi per essere fiduciosi in una buona raccolta di tartufo bianco – sostiene Cucchiara –. Siamo in una situazione in cui è ancora tutto possibile». La ricetta per un tartufo bianco con i fiocchi è nota: pioggia non forte ma abbondante all’inizio di settembre.
Se per la raccolta del tartufo bianco, che inizierà il 10 settembre, tutto è ancora possibile, per quella del tubero nero, che si è già conclusa, il bilancio è di un calo rispetto ai quantitativi dello scorso anno.
Dalla Coldiretti, invece, il quadro che viene tracciato non ammette sfumature. «È l’ultima chance per salvare la stagione degli appassionati di funghi e dei tartufi a settembre, dopo una estate segnata dal caldo e dalla siccità che ha provocato ingenti danni all’agricoltura». È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che «in generale la raccolta di funghi è partita con difficoltà, ma preoccupanti sono anche le previsioni per i tartufi i cui prezzi potrebbero salire alle stelle».
«La nascita dei funghi per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco», spiegano da Coldiretti. Per sperare nella raccolta di porcini, finferli, trombette, chiodini e delle altre numerose specialità agli appassionati non resta che tenere gli occhi al cielo.
La pioggia serve ma non è indispensabile, più per il tartufo che per i funghi. Per un buon raccolto tra ottobre e novembre sarebbe sufficiente che il meteo fosse generoso all’inizio di settembre. La situazione, per adesso, è stazionaria. È quanto registra chi non manca di avventurarsi nei vallini umidi a monitorare la vita del bosco. Gli alberi sembrano non aver sofferto più di tanto e ciò è una spia significativa di ciò che accade nel sottosuolo. Il tartufo, infatti, vive in simbiosi con la pianta. Occhi al cielo, aspettando Poppea. L’altro rischio è che piova troppo abbondante. E allora guai per la qualità dei tuberi.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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