Attenzione
Il videopoker ci costa molto più dell’Imu
La spesa pro-capite può arrivare anche a 1.500 euro all’anno per ciascun adulto
PONTEDERA. Per quanto odiata possa essere, l'Imu al confronto è una giacchettata: slot e videopoker ci portano via una montagna di soldi ogni anno: centinaia di milioni di euro nell'arco dei dodici mesi del 2011.
Una impennata senza precedenti, nel cuore d'una crisi economica che falcidia buste paga e pensioni: nessun altro fenomeno sociale ha avuto un boom simile nell'ultimo anno. Per avere un'idea: stiamo parlando di 905 euro a testa, ma solo se mettiamo nel conto bebè e bisnonni. I dati ufficiali Agicos parlano chiaro: lo standard arriva ai 1.500 euro all'anno per ciascun adulto. E questo vuol dire che il vasto arcipelago dei giocatori abituali vede sparire dal portafogli un fiume di quattrini: nell'ordine degli 8-10mila euro all'anno, se va bene.
Del resto, al pari del "compro oro", la distribuzione di videopoker e slot machine è l'unico fenomeno socio-economico in evidente crescita negli ultimi anni: certo, non è una esclusiva del nostro territorio, ma la moltiplicazione delle sale gioco, così come degli sportelli delle varie sigle di scommesse, balza ormai agli occhi. I giocatori tendono a concentrarsi non tanto nelle zone-bene quanto semmai nei rioni popolari, là dove semmai con i salari sempre meno in grado di reggere il ritmo del caro-vita già è difficile far quadrare i bilanci familiari senza appesantirli con il macigno della spesa-choc per videopoker e slot.
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