Proteste
Si spara, anche contro limitazioni e polemiche
Cacciatori sul piede di guerra: la pre-apertura sarà di una sola giornata e la Regione ha deciso d’impedire che vengano colpite le specie acquatiche
PONTEDERA. Mancano ormai poche ore al giorno in cui si potrà tornare ad imbracciare i fucili. Per i tanti cacciatori della nostra zona (circa 10.400 in provincia di Pisa) dovrebbe essere una festa, ed invece molto probabilmente non lo sarà. Sull’onda degli appelli per la siccità, la Regione Toscana ha deliberato due provvedimenti estremamente penalizzanti per la categoria degli appassionati delle doppiette.
La pre-apertura. Il primo atto che viene accolto con forte contrarietà riguarda la pre-apertura, che la stessa legge regionale prevede spalmata su due giorni. Ed invece, per la prima volta in provincia di Pisa, la pre-apertura quest’anno sarà programmata in una sola giornata, ossia sabato primo settembre. Per la verità, la decisione originaria è dell’amministrazione provinciale, che ha formulato la richiesta di una pre-apertura “dimezzata” alla Regione Toscana, da cui è arrivata poi la risposta ufficiale con una delibera della giunta.
Niente specie acquatiche. Non solo un giorno di pre-apertura anziché due, ma anche una ridottissima platea di potenziali prede. Anche in provincia di Pisa, infatti, in occasione della pre-apertura, non si potrà cacciare le specie acquatiche, come ad esempio il germano reale e l’alzavola, due tipi di uccelli molto ambìti e presenti in modo massiccio sul territorio. Il giorno del primo settembre sarà quindi limitato alla caccia delle specie esclusivamente migratorie (tortora selvatica, colombo, merlo e corvidi) da appostamento fisso e temporaneo.
Il malcontento dilaga. Tra i seguaci pisani di Diana ci sono ovviamente parecchi mal di pancia. «Se la Regione confermasse certe scelte che per il momento sono solo ufficiose – afferma Marco Salvadori della Federcaccia di Pisa – noi cacciatori saremmo fortemente insoddisfatti. Sin dall’inizio del confronto con la Provincia, infatti, abbiamo richiesto di avere a disposizione, come peraltro prevede la stessa legge regionale, la seconda giornata di pre-apertura, quella del 2 settembre, ma ormai è praticamente certo che ci verrà negata, non so bene rispetto a quali motivazioni. Inoltre, è praticamente realtà la riduzione delle specie cacciabili, con il divieto di caccia delle specie acquatiche. Tutto questo è assurdo, dal momento che non esistono affatto giustificazioni tali da sostenere questo tipo di provvedimento. Ancora una volta, si è scelto di piegare la testa di fronte al volere degli ambientalisti e degli animalisti, che hanno richiesto il “fermo” per la carenza d’acqua sul territorio».
Il calendario venatorio. L’apertura generale della caccia è stata fissata al 16 settembre, mentre i fucili dovranno essere appesi al chiodo il 31 gennaio 2013. Per l’intera stagione la caccia è consentita tre giorni per ogni settimana, che il titolare della licenza può scegliere tra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
Le norme provinciali. Due le novità introdotte dalla Provincia di Pisa: mentre è stata “salvata” la possibilità di effettuare la caccia di selezione per cinque giorni alla settimana, è scomparsa quella su terreno innevato. Inoltre, la caccia al cinghiale è stata obbligatoriamente ricondotta nell’arco temporale previsto dalla legge statale, con inizio il primo novembre e termine il 31 gennaio 2013.
Altro servizio a pagina 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
