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truffe in rete

Pirati web all’assalto dei conti dei pensionati

PONTEDERA. Quante siano le vittime, ancora non si sa. Le esche lanciate in Rete però sono milioni (migliaia solo in provincia di Pisa). Da quando, il primo luglio scorso, è partito il divieto di...

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PONTEDERA. Quante siano le vittime, ancora non si sa. Le esche lanciate in Rete però sono milioni (migliaia solo in provincia di Pisa). Da quando, il primo luglio scorso, è partito il divieto di pagamento in contanti delle pensioni dai mille euro in su, i truffatori internazionali (i loro siti si trovano di solito in Russia) che “lavorano” via web hanno concentrato i loro attacchi sui conti postali. Già: una grossa percentuale di pensionati infatti ha scelto di aprire un conto alle Poste (le opzioni sono diverse, e alcune di esse praticamente gratuite), e fra questi ce ne sono molti che da poche settimane hanno iniziato a usare il computer per le loro operazioni. Quindi sono, o sono considerati, più facili da derubare. La truffa è rivolta proprio a loro, ed è il classico phishing, ovvero il tentativo di carpire i dati dei loro conti o delle loro carte tramite un’email-trappola. Chi abbocca, compila un modulo via internet credendo di fornire ragguagli alle Poste, e invece li sta regalando ai ladri.

In provincia di Pisa le segnalazioni pervenute alla Polizia e alle associazioni dei consumatori – per ora riguardano, fortunatamente, tentativi non riusciti – sono già centinaia. A un indirizzo “civetta” che usiamo da tempo su internet, dai primi di luglio ad oggi gli altri tentativi di phishing “bancario” si sono praticamente azzerati: sono concentrati tutti sui conti postali.

Riportiamo gli ultimi che abbiamo scaricato, ricordandovi il consiglio di sempre: non rispondete mai! E se lo avete fatto per sbaglio contattate immediatamente la Polizia postale. Se vi arriva un’email proveniente (apparentemente) dalle Poste, nella quale vi viene richiesto di compilare un modulo aprendo un allegato oppure collegandovi a un link già presente nell’email, ignoratela. Poste.it (così come la vostra banca, o l’istituto emittente la vostra carta di credito)non vi chiederà mai i vostri dati per posta elettronica.

La prima email che abbiamo ricevuto ha come oggetto “Limitare il furto”: «Come reso noto sul nostro sito (www.poste. it ) da anni stiamo lavorando duramente per limitare il furto dei dati sensibili e anagrafici dei nostri clienti. Questo fenomeno detto “pishing” avviene tramite pagine internet che la “vittima” viene invitata a visitare. Pertanto stiamo facendo controlli su tutti i nostri conti online bancoposta & postepay per prevenire e/o limitare questo fenomeno e suo conto è stato contrassegnato per la verifica manuale. Scaricare il documento allegato alla presente e-mail e rivedere le attivita del proprio account».

Scaricando l’allegato, si apre una pagina clone (sembra proprio quella delle Poste!) in cui si possono inserire i propri dati (compreso il codice di sicurezza), poi si clicca su “accedi” et voilà: la vostra carta in pochi attimi sarà stata prosciugata.

Sempre da “imitatori” di Poste Italiane Spa arriva l’email “Importanti informazioni relative al tuo account”: qui si parla di un controllo svolto da Poste Italiane in cui è stata riscontrata un’ incongruenza relativa ai dati anagrafici.

Antonio Scuglia

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