Finanza
Delusione e amarezza pure tra i “selezionatori”
PONTEDERA. Il consiglio provinciale dell’Urca (Unione regionale cacciatori dell’Appennino) di Pisa, visto il calendario venatorio per la caccia di selezione, esprime profonda delusione e rammarico...
PONTEDERA. Il consiglio provinciale dell’Urca (Unione regionale cacciatori dell’Appennino) di Pisa, visto il calendario venatorio per la caccia di selezione, esprime profonda delusione e rammarico «per l'ennesima dimostrazione di incapacità dimostrata dalle autorità competenti di fronte alle legittime pretese dei cacciatori di selezione».
«L'Ispra, con tutti i suoi scienziati, pare – continua l’Urca – non conosca il ciclo biologico del muflone, dal momento che fa cacciare le femmine di febbraio, mentre stanno partorendo. Nella nostra provincia 5 anni fa circa l'Urca chiese ed ottenne di non cacciare la femmina di muflone in quel periodo, mentre ora la ritroviamo fra l'indifferenza di tutti, ambientalisti compresi. Inoltre, aprire la caccia a questa specie il primo novembre vuol dire non conoscere minimamente le problematiche della caccia in provincia di Pisa. E per il capriolo? Ci fanno cacciare ai maschi di giugno e luglio pensando di farli accoppiare in agosto, ma con chi? Con padella e patate, ma per quello basta una brava massaia, non un megaprofessore dell'Ispra. In provincia di Pisa, i primi di agosto, i maschi di capriolo si sono già accoppiati e stanno tranquillamente insieme alle femmine a pascolare».
Capitolo sicurezza. Anche in questo caso l’Urca ha qualcosa da dire: «Si tiene chiusa la caccia di selezione nella giornata di pre-apertura da appostamento e si va a cacciare in concomitanza con l’apertura generale di settembre, con migliaia di cacciatori scatenati, pronti a tirare al volo a tutto ciò che si alza da terra. Ma dove sono le associazioni venatorie?».
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