Sicurezza
Sotto il Tendone si nasconde un’impresa
La Serra, Ferraro (Pdl): «Si verifichi se le norme fiscali e del lavoro sono consone alla realtà»
SAN MINIATO. Sono ancora le polemiche a sigillare la conclusione della sagra del cunigliolo fritto a La Serra, che si è chiusa domenica all’ombra del tendone. «Un’attività senza fini di lucro o una vera e propria attività imprenditoriale?», chiede il capogruppo Pdl di San Miniato, Roberto Ferraro, che ripercorre quella che definisce «un’incredibile sequela di situazioni a di poco “particolari”».
«Le stranezze – ricorda - iniziano con l’edificazione del manufatto e la sua permanenza in abuso edilizio per lungo periodo, seguita dalla presentazione di una variante urbanistica che avrebbe dovuto furbescamente sanare l’illecito e quindi all’acquisizione al patrimonio comunale per l’inadempimento allo smontaggio. Poi abbiamo assistito alla concessione in comodato esclusivo a un’associazione di LaSerra senza ricorrere a bando pubblico. Associazione che ha sede presso il circolo Arci di La Serra e il cui primo socio risulta essere sempre il Circolo Arci. Per completare il capolavoro, il Comune si è impegnato a non dare in uso il tendone a nessun altra associazione».
Inoltre, nel programma di eventi presentato per il periodo da agosto a dicembre, «su 21 giorni di manifestazioni 19 saranno occupati da sagre». Il consigliere passa quindi all’attacco della posizione assunta dal Pd: «Alle rimostranze di alcuni volenterosi che, sfidando il diffuso conformismo imperante, hanno posto in evidenza l’incredibile situazione, alcuni esponenti Pd hanno replicato che le sagre servono per acquisire i fondi necessari alla costruzione della casa del popolo di La Serra. Poiché un ambiente in muratura dotato di servizi, sala giochi, bar e uffici ha un costo di centinaia di migliaia di euro, significa che dalle cosiddette sagre gli organizzatori reputano di poter trarre risorse finanziarie ingenti».
«Se questo è l’obiettivo, è lecito chiedersi se si possa ancora parlare di attività e associazioni senza fine di lucro o se siamo in presenza di un’attività imprenditoriale – conclude –. E quindi, se le norme fiscali e quelle dei rapporti di lavoro sino ad oggi applicate alle attività del tendone sono consone alla reale situazione. Le dichiarazioni sulla reale destinazione delle somme introitate possa essere fonte di riflessione per le forze politiche ma anche per le autorità preposte al rispetto delle norme fiscali e del lavoro».(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
