Il dolore
Selvatelle, un museo dedicato alla Guzzi
SELVATELLE. Come tutti quelli che si sentono, e di fatto sono, giovani dentro, ama scherzare sulla propria età. «Sono nato nell'anno bisestile 1928, il 29 di febbraio: quindi, tirando le somme, ho...
SELVATELLE. Come tutti quelli che si sentono, e di fatto sono, giovani dentro, ama scherzare sulla propria età. «Sono nato nell'anno bisestile 1928, il 29 di febbraio: quindi, tirando le somme, ho fatto 21 compleanni». 21, come 1921, l'anno in cui nacque il suo grande amore: il marchio Guzzi, lo stemma dalle ali d'aquila che si spiegano al vento. «In casa nostra le moto Guzzi ci sono sempre state, prima e dopo la Seconda guerra mondiale». Dopo il conflitto, peregrinando sull'Amiata, Varo Biliotti ne trovò tre, di Guzzi. Abbandonate, mezzo scassate, lasciate lì da chissà quale fuggiasco. «Le portai via, le sistemai. L'ho presa così, la malattia del collezionismo». Gli effetti collaterali si sono dimostrati benigni, la febbre del restauro ha dato i suoi frutti. Oggi, a Selvatelle, Varo gestisce un museo unico nel suo genere. Chi ama le moto, la meccanica, ma anche, più in generale, i ricordi dei tempi andati, dovrebbe farci un salto. «Le Guzzi “importanti” ci sono praticamente tutte, dagli anni Venti agli anni Settanta. Ma espongo anche altre chicche. Gliene dico qualcuna? Mi sa che non li conosce, questi nomi: motociclo Oriol del 1910, equipaggiato col motore inglese “sotto canna”, e questo che ho io ha partecipato alla Grande Guerra; e anche una “SS” del '33. La sigla è un po' sinistra, ma si tratta di un'inoffensiva Gilera».
Si trova in via Aldo Moro il museo “Altavaldera”, la mostra permanente creata da Varo «con intento benefico». Guzzi, Piaggio, Mival, Morini, più di 30 motociclette in tutto, ma c'è anche altro, gli interessi dell'appassionato Biliotti non si limitano alle due ruote. «Ci sono anche plastici di trenini elettrici d'epoca, e oggetti che in passato riempivano la quotidianità delle nostre case, tipo le macchine da cucire, per dirne una; un tipo di oggetto a cui sono particolarmente affezionato, per motivi, diciamo, familiari: Sulla sua movimentata, romanzesca biografia, Varo ha pubblicato anche un libro di memorie, “Sempre con te amore mio”, uscito lo scorso anno. «Sono stato io a promuovere il campanile fotovoltaico di Selvatelle. L'abbiamo inaugurato nel 2008, con una grande festa».(a.l.)
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