Sicurezza
Se l’università è a misura di Valdarno
Progetto della Provincia: un corso di due anni a carattere tecnico in collaborazione con le associazioni dei conciatori
SAN MINIATO. Come una sorta di piccola università del Valdarno, tecnica e non accademica. Due anni di perfezionamento, dopo il diploma, per una formazione professionale di alto livello che apra le porte del lavoro nelle aziende del comprensorio. È l’idea, ancora vaga, che amministratori e imprese saranno chiamati a valutare nel tavolo della scuola che tornerà a riunirsi a settembre.
Guidato dall’assessore provinciale Miriam Celoni, con il collega Graziano Turini e i quattro Comuni del comprensorio, il tavolo è stato creato a primavera per tracciare il futuro dell’offerta formativa nel Valdarno e progettare di conseguenza il polo scolastico del domani. Un lavoro che doveva concludersi prima della pausa estiva, per formulare poi entro settembre la richiesta di eventuali nuovi indirizzi per l’anno scolastico 2013-2014. «Il tavolo riprenderà a metà settembre – spiega l’assessore Celoni –. Entro la fine del mese dobbiamo aver raggiunto una decisione, in modo da presentare le richieste per l’anno successivo. Il primo atto sarà un incontro riassuntivo, al quale seguiranno due approfondimenti con gli imprenditori e con le scuole».
Il professionale. «Finora – prosegue l’assessore Celoni – abbiamo tutti condiviso la necessità di ampliare l’offerta formativa, prevedendo indirizzi aggiuntivi che rispondano alle richieste delle aziende». L’idea che appare più probabile è quella di un indirizzo professionale, che vada ad affiancarsi ai licei (scientifico e scienze umane) del Marconi e ai quattro indirizzi tecnico-commerciali del Cattaneo.
I dati, infatti, dimostrano che 6 studenti su 10 in uscita dalle scuole medie del Valdarno fanno rotta su altri poli scolastici, di cui una buona fetta verso i professionali di Fucecchio, Empoli e Pontedera. «L’obiettivo è garantire al mondo del lavoro l’ingresso di persone già formate», spiega l’assessore.
Scuola di perfezionamento. «Allo stesso tempo, però – aggiunge Celoni – dovremo anche valutare se esistono gli spazi per un tecnico superiore: un percorso parallelo a quello universitario, di tipo professionale e non accademico, della durata di due anni dopo il conseguimento del diploma». In pratica, una scuola di approfondimento e perfezionamento tecnico, di un certo livello, che offra alle aziende della zona, soprattutto per il settore conciario, personale già altamente qualificato. «È un’esperienza che all’estero esiste da tempo – dice –, ma che vogliamo valutare insieme al mondo imprenditoriale. Nei prossimi giorni convocherò le associazioni, che ringrazio per l’interessamento già dimostrato verso i temi della scuola».
La localizzazione. Superata la scadenza di settembre per i nuovi indirizzi, il nodo successivo sarà la localizzazione del futuro polo scolastico. «Alla luce degli indirizzi e della prospettive di crescita della popolazione – spiega l’assessore – calcoleremo la grandezza degli edifici di cui abbiamo bisogno, incrociando i nostri dati con quelli di altri servizi, a cominciare dal trasporto pubblico. A quel punto dovremo iniziare a cercare i finanziamenti. Si tratta di passaggi lunghi e complessi, ma che non possiamo rinviare».
Su questo punto San Miniato chiede di riconfermare la scelta del polo scolastico di via Catena, riportando le scuole nell’edificio da realizzare ex novo al posto del vecchio liceo Marconi. Una posizione ribadita di recente, all’unanimità, anche dal consiglio comunale, e che troverebbe sostegno, secondo quanto annunciato dal vicesindaco Chiara Rossi, in uno studio di fattibilità commissionato dal Comune. «Di questo studio sentiamo parlare da tempo – dice Celoni –, ma finora non lo abbiamo visto. Al prossimo incontro chiederemo il progetto al Comune di San Miniato, per poterlo valutare all’interno del tavolo. In ogni caso, credo sia un fatto di responsabilità chiudere questa discussione prima che le Provincie vengano modificate, anche per restituire alla politica il suo ruolo decisionale».
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