Il Tirreno

Pontedera

Una famiglia ogni venti fatica a pagare l’affitto

di Emilio Chiorazzo
Una famiglia ogni venti fatica a pagare l’affitto

Pubblicata la graduatoria definitiva di chi potrà avere un aiuto dall’Unione Sono oltre 1.300 le domande presentate nei Comuni della Valdera

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PONTEDERA. Se i numeri servono, a misurare il grado di difficoltà economico, della Valdera, bastano pochi dati: oltre mille e trecento famiglie, che abitano nei 15 Comuni dell’Unione Valdera, hanno presentato richiesta per avere un aiuto, in denaro, per pagare l’affitto di casa. Lo scorso anno ne vennero accolte 1.165. Solo a Pontedera, la richiesta è stata fatta dal 5% dei nuclei familiari. E rappresenta quasi la metà delle richieste che l’Unione ha ricevuto.

La graduatoria è ufficiale da ieri. Quella definitiva, elaborata dopo un mese di raccolta dei ricorsi, delle segnalazioni di errori, di verifiche. Risultato: quasi un migliaio di domande sono state accolte in quella che viene definita la fascia A; 250circa sono state accolte nella fascia B e un centinaio escluse.

Le fasce di reddito. Il bando divideva in due sezioni la possibilità di accedere ai contributi che l’Unione assegna ai cittadini dei Comuni che la compongono e che hanno difficoltà a pagare, tutti i mesi, l’affitto della propria abitazione.

Nelle due fasce, a pesare - oltre al reddito del nucleo familiare - anche l’incidenza, sul reddito, dell’importo del canone d’affitto. Alla prima fascia (la A) potevano accedere le famiglie con un reddito che non superava due pensioni minime dell’Inps (12mila e rotti euro l’anno) e il cui “peso” dell’affitto era almeno del 14 per cento. Nella fascia B, invece, le famiglie con un reddito annuo di 27,614 euro (se si prende in considerazione l’Ise, l’indicatore della situazione economica) o un valore Isee di 15.320 euro e un’incidenza del canone di almeno il 25%.

La geografia delle difficoltà. Le domande presentate per il solo Comune di Pontedera - lo abbiamo detto - rappresentano più o meno il 5% dei nuclei familiari residenti in città. In questa curiosa graduatoria del disagio, però, l’incidenza così alta riguarda anche altre località della Valdera: a Lari, ad esempio, le102 domande presentate dai residenti, rappresentano il 3% dei nuclei familiari residenti. E, percentuali appena più alte, sono quelle che riguardano Comuni come Santa Maria a Monte e Ponsacco.

Sul fronte della nazionalità di chi ha fatto richiesta d’aiuti, cresce il numero delle famiglie italiane che si sono rivolte all’Unione per ridurre l’assillo del canone d’affitto mensile.

L’incognita del contributo. I soldi, in gran parte arrivano dalla Regione. Ma anche le amministrazioni locali fanno la loro parte. Purtroppo sono sempre meno. Devono sottostare ai tagli di questi tempi. Dall’importo complessivo degli euro che verranno messi a disposizione dalla Regione e dal numero delle domande, dipende l’entità che avrà ogni richiedente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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