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Revocati i divieti nessun pericolo da frutta e verdura

Revocati i divieti nessun pericolo da frutta e verdura

PONTE A EGOLA. Sgombrato il campo dalle paure. A chiudere il cerchio è l’ordinanza con cui il Comune di San Miniato revoca il divieto, disposto a titolo precauzionale, del consumo di ortaggi, frutta...

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PONTE A EGOLA. Sgombrato il campo dalle paure. A chiudere il cerchio è l’ordinanza con cui il Comune di San Miniato revoca il divieto, disposto a titolo precauzionale, del consumo di ortaggi, frutta e verdura nella zona di Ponte a Egola. A firmare il provvedimento è il vicesindaco Chiara Rossi.

C’è la conferma ufficiale della non pericolosità per la salute dalle analisi dei campioni di vegetali e terreno prelevati nella zona interessata dall’incendio che a Ferragosto è divampato nello stabilimento Resnea. L’azienda è specializzata nello stoccaggio di rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi. Als 11 e Arpat hanno sciolto le riserve.

In ogni campione analizzato la concentrazione di diossine equivalenti (ovvero la somma di tutte le diossine espresse con riferimento a quella più pericolosa) è risultata inferiore ai limiti di rilevabilità dello strumento utilizzato dai tecnici Arpat oppure in concentrazione paragonabile a quella dei valori di fondo riportati in letteratura.

Valori inferiori ai limiti di rilevabilità dello strumento sono stati trovati anche nel caso di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e policlorobifenili (Pcb).  Il Comune di San Miniato, acquisito i dati e sentita anche l’Asl 11, ha provveduto ad emettere l’ordinanza per il via libera al consumo degli ortaggi locali. L’incendio, divampato in un capannone della ditta Resnea, in via Chico Mendes, il 15 agosto scorso, ha visto il concorso delle competenze dei vigili del fuoco, dell’amministrazione comunale di San Miniato, dell’Asl 11 e dell’Arpat. Tale sinergia ha permesso di fronteggiare un evento che poteva avere risvolti seri sul piano ambientale e della salute pubblica.

Nelle prime ore di Ferragosto un’enorme colonna di fumo si era levata dal capannone della Resnea. E spinto dal vento un odore acre aveva invaso le strade di Ponte a Egola. Le analisi confermano che il rogo ha interessato i rifiuti classificati come non pericolosi: carta, legno, plastica e ritagli di pelle. Restano da chiarire le cause del rogo. Le fiamme hanno danneggiato la struttura del capannone al punto che sulla scorta dei rilievi dei vigili del fuoco è stato dichiarato inagibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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