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Pontedera

Pesci morti per poca acqua l’Usciana non è inquinato

di Manolo Morandini
Pesci morti per poca acqua l’Usciana non è inquinato

I risultati delle analisi Arpat escludono casi recenti di sversamenti anomali Il Comune di S. Maria a Monte: «Serve a breve un tavolo tecnico istituzionale»

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SANTA MARIA A MONTE. Manca l’acqua. È questa la causa della moria di pesci nel canale Usciana. Il resto dei problemi che ha determinato il fenomeno arriva a cascata. È quanto emerge dalle analisi dei tecnici Arpat che mettono in luce come già dalla vigilia di Ferragosto il livello della portata sia abbondantemente al di sotto del deflusso minimo vitale. Scongiurata l’ipotesi inquinamento: «le analisi nel loro complesso ci consentono di escludere che nel corso dei giorni scorsi si siano verificati sversamenti o scarichi anormali». Inoltre, «sul piano batteriologico il campione analizzato non presenta caratteristiche di tossicità e perciò non si ritengono necessari particolari accorgimenti sanitari».

Carpe, pesci gatto e scardole senza vita (nella foto). A centinaia, le carcasse ammassate lungo il letto del canale nel tratto tra il ponte di Castelfranco e quello di Ponticelli a Santa Maria a Monte. A rilevare il fenomeno la polizia provinciale di Pisa lo scorso 11 agosto. Ma le segnalazioni dei residenti si sprecano, anche per le maleodoranze che nella zona si avvertono in tarda serata. E poi resta irrisolto il mistero del liquido oleoso e dall’odore acre avvistato in quegli stessi giorni nell’Usciana.

La relazione dell’Arpat non lascia spazio a interpretazioni. Dalle analisi condotte la moria dei pesci è attribuibile sia alla scarsità di acqua, ovvero a un livello dell’acqua del canale estremamente basso a causa sicuramente dalla mancanza perdurante di precipitazioni atmosferiche e probabilmente anche a causa degli emungimenti, che all’abnorme fioritura algale che ha determinato fenomeni di eutrofizzazione.

I rilievi hanno permesso di verificare che gli impianti di ossigenazione dell’acqua, installati dal Consorzio di bonifica, svolgono correttamente la loro funzione ma diventa difficile competere con l’elevato livello di eutrofizzazione delle acque che porta a sbalzi notevoli dell’ossigeno durante l’arco della giornata. Mentre la presenza in acqua di idrocarburi è attribuita alla sostanza organica derivante dai fenomeni di decomposizione delle carcasse dei pesci.

«È intenzione di questa amministrazione convocare in tempi brevi un tavolo tecnico-istituzionale con i vari soggetti coinvolti nell’accaduto (Arpat, Consorzio di bonifica, Comuni, Province) con lo scopo di evitare che le morie dei pesci divengano una costante estiva – sostiene l’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte – e migliorare quindi l’attuazione di quegli interventi di tipo preventivo necessari a garantire che, anche nell’eccezionalità di periodi siccitosi come quello attuale, si assicuri comunque il deflusso minimo vitale ai corsi d’acqua».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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