Finanza
Come funziona la prevenzione
L’avvistamento affidato alla protezione civile in accordo con l’antincendio
BUTI. Prevenire è meglio che curare. Specialmente quando si parla di incendi. Troppe volte i Monti Pisani hanno pagato un pesante tributo a causa delle fiamme, e anche per questa estate il livello di guardia in tema di prevenzione rimane alto nei comuni di Buti e Vicopisano. I due centri, insieme a quelli di Calci e San Giuliano Terme, sono a rischio particolarmente elevato per lo sviluppo di incendi boschivi. E la perdurante siccità non fa che rendere la situazione ancora più critica. Il servizio di avvistamento e controllo sul territorio è affidato alla Protezione civile, che collabora con i gruppi volontari antincendio di Buti e Vicopisano. Anche le macchine comunali si sono messe in moto per intervenire tempestivamente. In caso di incendio boschivo, ma anche di minaccia per le abitazioni, come nel caso del rogo divampato lo scorso 31 marzo sul Monte Serra.
«Ci sono due procedure da attuare in queste situazioni – spiega Luca Andreini, consigliere comunale a Buti con delega alla protezione civile – se l’incendio coinvolge solo il bosco le operazioni vengono coordinate dalla Regione, insieme ai rappresentanti degli enti locali. Se invece interessa anche le abitazioni, per il cosiddetto “incendio interfaccia” viene attivato il centro operativo comunale, direttamente in municipio, da cui si coordinano le attività». Il divieto di abbruciamenti è ovviamente perdurante, e il servizio di sorveglianza è attivo 24 ore su 24. «Purtroppo la situazione è critica – dice Andreini – molte fonti non buttano più, i laghetti artificiali sono secchi e anche le riserve degli idranti scarseggiano. In caso di incendio verranno installate al campo sportivo di Buti cisterne e autobotti da cui gli elicotteri potranno prendere l’acqua, ma si tratta comunque di una situazione di emergenza. Per il futuro potremmo installare delle pompe che prendano l’acqua direttamente dalle cascate sul monte, ma se non comincia a piovere con una certa frequenza sarà tutto inutile».
Lorenzo Lazzerini
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