Il Tirreno

Pontedera

Incendio alla Resnea, negative le analisi

Una comunicazione ufficiosa di Arpat: nessun pericolo. Oggi l’ufficialità e la revoca dei divieti

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SAN MINIATO. Avrebbero dato esito negativo le analisi sui campioni di terreno e vegetazione prelevati a Ponte a Egola dopo lo spaventoso incendio di Ferragosto alla Resnea. «Nessuna conseguenza per l’ambiente», dicono i tecnici Arpat, in via ufficiosa, al termine delle analisi condotte con l’Asl 11. Per oggi è attesa una nota congiunta, che dovrebbe sgombrare il campo, in forma ufficiale, dalle paure legate ai rischi per la salute. Resta in vigore l’ordinanza comunale che dalla scorsa settimana, a scopo cautelativo, inibisce i cittadini dal consumo di vegetali coltivati nel raggio di 500 metri dallo stabilimento e in particolare nell’area limitata all’abitato di Ponte a Egola. Si dice «più tranquillo» il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, che precisa: «Siamo in attesa della comunicazione ufficiale. Solo allora potremo revocare l’ordinanza».

Specializzata nello stoccaggio di rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi, il rogo alla Resnea, nella zona industriale di Pruneta, aveva sollevato un’enorme colonna di fumo nelle prime ore di un Ferragosto da paura: spinto dal vento, un odore acre aveva invaso le strade di Ponte a Egola, mentre un mezzo della Protezione civile, dall’altoparlante, invitava a tenere le finestre chiuse, a non far giocare i bambini all’aperto e non consumare i prodotti dell’orto. Il rogo, tuttavia, come confermerebbero le analisi, avrebbe interessato solo i rifiuti considerati non pericolosi: carta, legno, plastica e ritagli in pelle, grazie ad una prescrizione che obbliga lo stoccaggio di rifiuti pericolosi in uno spazio ad hoc appositamente protetto. «In certi casi bisogna andare con i piedi di piombo – riprende Gabbanini -, anche se già quella mattina mi ero reso conto che i rifiuti pericolosi erano stoccati a parte, oltre una barriera protettiva che veniva costantemente bagnata dai Vigili del Fuoco. C’è stata una grande collaborazione fra tutti gli enti, le associazioni e le forze dell’ordine intervenute. E questo ci ha permesso di risolvere al meglio la situazione».

Eccessive, secondo il primo cittadino, «certe dichiarazioni di allarme», soprattutto in risposta al consigliere Fabio Corsi, che ha parlato di una «bomba ad orologeria su cui sono seduti gli abitanti della zona». «Paragonare Ponte a Egola ad una nuova Seveso è stato esagerato – dice Gabbanini -. In un distretto conciario come il nostro è normale e giusto che ci siano due aziende che trattano rifiuti e che lo fanno in maniera corretta». Intanto, però, il capannone della Resnea è stato dichiarato inagibile, dopo i controlli dei Vigili del Fuoco seguiti dalla relativa ordinanza comunale sottoscritta dal sindaco pochi giorni fa. Ancora da chiarire le cause dell’incendio

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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