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Pontedera

I Cobas bocciano l’accordo

I Cobas bocciano l’accordo

Concerie: su premi, malattie e salari i lavoratori saranno penalizzati

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SANTA CROCE SULL’ARNO. A fine luglio l'Associazione Conciatori, il Consorzio Conciatori, l'Unione Industriale Pisana e Cgil–Filcem, Cisl-Femca, Uil-Uilcem hanno firmato l'accordo quadro territoriale del settore conciario per la Provincia di Pisa.

«L'accordo prevede che – commenta il sindacato Cobas – la misura della produttività non sia più uguale per tutti ma vari da azienda ad azienda. Questo spaccherà l'unità dei lavoratori del settore rendendo più deboli le rivendicazioni». I lavoratori percepiscono un premio di risultato economico per il 2011 legato all'andamento dell'azienda nel periodo 2008-2010. «Se l'azienda ha un basso rendimento, inferiore al 90% – sottolineano i Cobas – il premio non viene erogato.

Ancora una volta sono i lavoratori a pagare la crisi economica. Se hanno sempre lavorato duramente, è forse colpa loro se l'azienda non ottiene i risultati previsti? Che cosa succede invece al compenso degli amministratori, che sono i diretti responsabili delle scelte manageriali?». I lavoratori percepiscono un premio di risultato per frequenza di 400 euro lordi l'anno. Sono considerate presenze le assenze per lunghe malattie, infortuni sul lavoro, ferie, riduzione dell'orario, permessi ex Legge 104 e attività sindacale. Oltre i 20 giorni di assenza non prevista, il premio verrà decurtato.

«I lavoratori andranno a lavorare con le malattie “brevi” che potranno minare la sicurezza sul lavoro – spiega Cobas – Neppure le lavoratrici in maternità percepiranno il premio. Nonostante i premi, gli stipendi, che variano per gli operai dai 1.300 ai 1.500 euro lordi al mese, rimarranno bassi e inadeguati al costo della vita.

La “la sicurezza è elemento connesso ed integrato all'attività produttiva” e pretendiamo che i lavoratori, compresi gli “interinali”, vengano formati sui rischi. Chiediamo che per i migranti vengano previsti corsi nelle lingue di origine.Per l'adeguamento del sistema di depurazione, obbligatorio entro il 2015, ci opponiamo al progetto “Tubone”. La megastruttura causerà un disastro ambientale fin dalla sua realizzazione. E il suo costo, invece che essere a carico degli industriali che inquinano, è già stato addossato ai cittadini che hanno visto un aumento delle bollette dell'acqua dal 2011».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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