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Pontedera

I cani trovano casa, il Comune risparmia cinquantamila euro

di Nilo Di Modica
I cani trovano casa, il Comune risparmia cinquantamila euro

Castelfranco, nel 2010 le strutture ospitavano 60 randagi Ne restano 9 ancora da adottare. Toti: siamo soddisfatti

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CASTELFRANCO. Buone notizie per i cani recuperati nel territorio comunale di Castelfranco. E anche per le casse comunali che per loro, questa volta, sborseranno meno degli altri anni e quindi anche per i cittadini che potranno vedere quei 50mila euro spesi, magari, per servizi.

Stando infatti alle ultime notizie dal Comune, che recentemente ha voluto fare il punto sulla situazione e sul numero complessivo dei trovatelli in cerca di una nuova casa, gli ultimi due anni hanno portato decisamente fortuna.

Dei 60 cani che nel 2010 erano ospitati nelle due strutture convenzionate di Fucecchio e Santa Croce, ad oggi, ne restano solo 9. Un grande risultato portato avanti in collaborazione con i numerosi volontari dell'Associazione “Amici a quattro zampe” e che ha portato anche un notevole vantaggio economico per lo stesso Comune.

Con solo 9 cani ospitati una singola struttura convenzionata, quella in località Le Querce a Fucecchio, le casse comunali potranno infatti godere di un risparmio di circa 50mila euro. Risparmi che in realtà toccano anche i livelli amministrativi superiori, come la Regione, relativi all'incentivo di circa 200 euro che ogni struttura a norma riceve per ogni singolo cane ospitato.

«È davvero un buon successo, dal punto di vista economico ma anche e soprattutto per tutti gli animali che oggi hanno trovato una nuova casa – commenta il vicesindaco Gabriele Toti – Un segno evidente di come l'impegno dei tanti volontari che fanno vivere queste strutture riesca davvero a fare la differenza. A loro, innanzitutto, va il nostro ringraziamento».

E ad esprimere soddisfazione è anche l'assessore all'ambiente Enrico Valle, che pensa già al futuro della gestione del problema abbandoni, in un'ottica comprensoriale.

«Quello che siamo riusciti a fare in questi due anni di concordo con i volontari è straordinario, ma si tratta ancora di un intervento sugli effetti – spiega Valle. – Ciò che deve essere intensificato in realtà è il lavoro a monte del problema, monitorando e promuovendo l'uso del tatuaggio e soprattutto del microchip di riconoscimento. Il passo successivo, in ogni caso, dovrebbe essere in un futuro prossimo pensare la gestione del fenomeno su un piano comprensoriale, magari approfittando dei finanziamenti che periodicamente vengono elargiti per la costruzione di canili pubblici, che hanno anche il vantaggio di risiedere vicini ai comuni di riferimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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