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Grillaia, un confronto sul futuro

Grillaia, un confronto sul futuro

I proprietari della discarica: « Vogliamo conferire solo terre di bonifica, compost e scarti della lavorazione della carta»

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CHIANNI. Comune e Provincia prima o poi chiaramente cosa intendono fare della discarica Grillaia, una vera bomba dal punto di vista ecologico in quanto è stata abbandonata per anni e ora deve essere messa in sicurezza. Ambientalisti e comitati che a suo tempo si sono battuti per la chiusura anticipata della discarica temono che la messa in sicurezza della discarica sia solo un escamotage per portare altri rifiuti nell’impianto e riaprire vecchie ferite. La Nuova Servizi Ambiente, società proprietaria della discarica dalla Grillaia dichiara oggi la propria disponibilità a fornire qualsiasi chiarimento sul progetto di messa in sicurezza della discarica, così da cercare di dare risposte ai dubbi espressi dagli ambientalisti.

«La proprietà condivide le preoccupazioni di Legambiente e di Sinistra Ecologia e Libertà. Il progetto della Nuova Servizi Ambiente – spiegano gli avvocati della società – tendente alla chiusura e messa in sicurezza del vecchio impianto prevede il conferimento - conformemente alle pretese di associazioni e cittadini - di terre di bonifica, scarti della lavorazione della carta e compost comunemente adoperato in agricoltura». Materiali scaricati, in particolare nel passato, sulle colline della Valdera e utilizzati comunemente per coprire i rifiuti durante la gestione delle discariche ancora attive.

«Tre materiali che non sono né putrescibili né maleodoranti. Quindi non è possibile parlare di riapertura della discarica con il conferimento indiscriminato di nuovi rifiuti, perché ciò non corrisponde al vero», aggiungono i legali della società che, dopo tanti anni, e ora che sulla sommità della discarica si è formato un cratere che non faciliterà l’aziende di messa in sicurezza.

La Nuova Servizi Ambiente si dice disponibile a qualsiasi confronto con associazioni, comitati, forze politiche e istituzioni. Pronta a presentare il progetto e a fare chiarezza sull’intera vicenda della discarica della Grillaia.

A partire dalla chiusura nel 1998 avvenuta prima del raggiungimento delle volumetrie autorizzate dalla Provincia di Pisa, passando per le soluzioni prospettate alla stessa amministrazione provinciale e al comune di Chianni e regolarmente respinte, finendo con le somme, previste nelle varie convenzioni, incassate dai Comuni e dalla provincia (intorno ai 29 miliardi delle vecchie lire) la Nuova Servizi ambiente ritiene di averne parecchie di cose da dire.

La società proprietaria della discarica chiama in causa l’amministrazione comunale. E «Sottolinea che a causa del disinteresse della pubblica amministrazione dal 1998 si è dovuta fare carico in maniere esclusiva di costi di inertizzazione maggiorati dal mancato raggiungimento delle volumetrie previste nel progetto originario». Più volte nel corso del tempo al Comune è stato chiesto di esprimersi in maniera chiara. La società, a questo punto, ha bisogno di autorizzazioni da parte delle amministrazioni per proseguire «la inertizzazione e completare la messa in sicurezza del sito. I provvedimenti non arrivano. E c’è il rischio di un disastro ambientale». Il problema c’è e andrà gestito pur senza riaprire la discarica come, invece, si è cercato di fare in altre realtà. Intanto la conferenza dei servizi di giugno non ha adottato alcun provvedimento. C’è chi teme che la politica del rinviare serva solo a fare esplodere il problema per poi intervenire col criterio dell’urgenza e fare accettare anche soluzioni drastiche.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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