Finanza
Dopo l’emergenza serve la programmazione
Sul caso di Santa Luce l’assessore provinciale all’ambiente detta la sua ricetta
SANTA LUCE. «Sul “caso” Santa Luce occorre chiarire alcuni aspetti precisi, anche per evitare il perpetuarsi del rischio di strumentalizzazioni». Ad affermarlo, per la Provincia di Pisa, l’assessore all’ambiente Valter Picchi, che così sintetizza i punti essenziali. «Primo, la Provincia non ha, nei confronti di Solvay, alcun poteri coattivo o inibitorio: la convenzione tra ente e azienda riguarda la valorizzazione della biodiversità nella riserva istituita attorno al bacino idrico artificiale, non la gestione del bacino stesso e dei prelievi da esso; materia, questa, disciplinata invece da un’autorizzazione statale accordata alla Solvay nel 1957 e valida fino al 2027».
Secondo punto. «Siamo in presenza di una crisi climatica di portata eccezionale i cui effetti incidono drammaticamente sull’ecosistema». Terzo. «Visto che il regime pluviale sta cambiando strutturalmente, dovremo fare i conti non solo oggi, ma a livello di programmazione, in prospettiva: e in tal senso il tema della dissalazione non è affatto un tabu».
Picchi indica un percorso in due fasi: quella dell’emergenza, mediante una concertazione tra enti che definisca i dettagli del da farsi immediato; la programmazione, da sviluppare nella sede precipua del Tavolo per l’Alta e la Bassa Valdicecina costituitosi in seno alla Regione. Questa la posizione dell’assessore. Il 12 agosto Lipu ha lanciato l'allarme a Provincia e Comune (oltre che a Solvay), effettuando nel contempo le prime azioni di messa in salvo dell'avifauna: nel giro di due o tre giorni, il lago si è prosciugato completamente. Si sono avviati interventi congiunti (Solvay, Provincia, Lipu, Comune): la rimozione delle carcasse di pesci morti si è conclusa ieri; un nucleo di esemplari ancora vivi è stato trasferito in altri specchi lacustri. Resta da completare la messa in sicurezza della diga in argilla, operazione che richiede l'utilizzo d’acqua: da reperire necessariamente in altri bacini e per la quale non si può negare la disponibilità, visto l'interesse manifestato da tutti a mantenere integro il lago».
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