«Caccia, la Provincia neghi la preapertura»
La richiesta di Legambiente: con queste condizioni climatiche la fauna non è tutelata
PONTEDERA. «Mentre la siccità devastava la nostra provincia, nessuno si è preoccupato di riservare alla fauna selvatica, e in particolare agli uccelli acquatici, delle minime riserve di acqua per superare un momento difficilissimo, che ha sterminato molti nuovi nati e molti adulti». Così legambiente della Valdera e di Pisa punta il dito contro l’immobilismo di questi giorni nei confronti della natura.
«I Consorzi di Bonifica – prosegue – hanno continuato a eliminare la vegetazione sulle rive dei canali, distruggendo ogni riparo utile specie per gli individui giovani. I luoghi importanti di sosta per gli uccelli acquatici sono stati danneggiati. Anche nei Parchi e Riserve Naturali la maggior parte delle riserve di acqua si sono esaurite, come nel Parco di San Rossore o nel Bientina. Eppure, a pochi giorni dall’ apertura della caccia, qualcuno sta ricreando velocemente delle aree allagate».
Su questo problema ci sono chiare denunce da parte dell’associazione ambientalista. Che indica anche i luoghi, dove, con pratiche discutibili, non si punta alla salvaguardia delle specie faunistiche, ma a creare un habitat che li richiami.
« Molti chiari di caccia infatti – prosegue la denuncia di Legambiente – , nel Bientina, nella Piana di Cascina, nella Bonifica di Vecchiano, in questi giorni vengono allagati artificialmente, e spesso abusivamente, pompando in terreni privati la poca acqua rimasta nei canali. Questo, non per creare condizioni idonee alla sosta e al ristoro degli uccelli sopravvissuti alla siccità, ma per predisporre “trappole idrauliche” per i giorni della preapertura che anche quest’anno, senza la minima considerazione per i danni che la siccità ha causato alla fauna selvatica, sarà come al solito concessa dalla provincia di Pisa e dalle altre provincie toscane».
Da queste premesse nasce l’esigenza di una richiesta inoltrata, attraverso la lettera aperta, allaa Provincia di Pisa «di non aderire alla preapertura della caccia – chiede Legambiente – di revocare le giornate di preapertura, in attesa del ristabilirsi di condizioni di sopravvivenza per la fauna selvatica; di sequestrare per tutta la durata dell’emergenza i chiari allagati, considerandoli strumenti di conservazione della fauna selvatica».
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