Sicurezza
Tuffo in mare per Matteo, così i genitori lo ricordano
Un anno fa il trentenne fu travolto da una mareggiata sugli scogli di Calafuria. Vigili del fuoco: chi annega in quella zona è stato sempre ritrovato
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Non c’è dolore più grande, per un genitore, che perdere un figlio e non sapere dov’è». Non si dà pace Alessandro Aiello, comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno, che ripercorre fasi e modalità delle ricerche di Matteo Maestri, risucchiato dalle onde che il 27 agosto del 2011 spazzavano gli scogli di Calafuria.
Lunedì, a un anno esatto dalla morte di Matteo, scomparso alla vigilia del suo trentesimo compleanno, per ricordarlo i genitori faranno un tuffo in quelle acque. Una piccola cerimonia privata, accompagnati dai parenti più stretti. «Un luogo del dolore che si è trasformato nel luogo del ricordo», dicono i genitori Giuliano e Lucia.
A ottobre dello scorso anno, due mesi dopo la scomparsa, in quasi duecento tornarono a Calafuria, a Livorno, per una cerimonia di estremo saluto a Matteo. Parlarono gli amici, la mamma Lucia e vennero lanciati fiori in mare sulle note di alcune canzoni di Lennon, degli Oasis e dello stesso Matteo.
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