Il dolore
Libri troppo costosi, tante le classi fuorilegge
Hanno superato il limite massimo stabilito dal decreto ministeriale L’istituto più virtuoso? Il classico Andrea da Pontedera, ma rimane il più caro
PONTEDERA. Non sono bastati decreti ministeriali, campagne politiche, innovazioni tecnologiche o incentivi particolari: come ogni estate che si rispetti, anche questa porterà più di un pensiero alle famiglie alle prese con l'acquisto dei libri scolastici. Conti che arrivano a sfiorare i 400 euro, liste lunghe anche 4 pagine con punte di 20 testi da acquistare, senza considerare quelli consigliati. Il decreto dello scorso 11 maggio per fortuna ha fissato dei paletti, un tetto di spesa massimo che tutti gli istituti, sono tenuti a mantenere: cifre che diverse associazioni dei consumatori hanno contestato, ritenendole troppo alte in relazione al difficile momento che il paese sta attraversando. Come se non bastasse, in alcuni casi anche a Pontedera le direttive ministeriali sono disattese: tutte le classi terze del liceo scientifico e le classi seconde, terze e quarte del liceo linguistico hanno infatti superato, seppur di poco, il comporto del 10% stabilito dalle normative: 382,10 euro per il XXV Aprile (rispetto a quota 320), 219,05 euro (su 193), addirittura 399 euro (su 310) e 339,65 euro (su 236) per le tre classi dell'Eugenio Montale.Numeri che stridono con le difficoltà delle famiglie in questo momento di crisi, e che in molti provano ad abbassare in un modo o nell'altro: dal prestito all'acquisto di volumi usati (molto spesso tra una edizione e la successiva del medesimo libro le effettive differenze sono minime), dall'adozione dei libri di testo in formato misto (ovvero scaricabili da internet, pratica incoraggiata anche dal ministero), al pagamento rateizzato dei vari volumi.
A Pontedera, le eccezioni citate sono le uniche tra i sei istituti superiori sul territorio: al classico Andrea da Pontedera i conti sono precisissimi, e sfruttando quasi sempre il comporto si è riusciti a rimanere nei limiti.
Ma è comunque una delle scuole più care, dato che escluso il secondo anno tutte le classi superano abbondantemente i 300 euro di spesa.
Più contenute invece all'Iti Marconi, la cui sezione più costosa è quella dello scientifico tecnologico: per il resto, cifre costantemente sotto i 300 e in particolare un secondo anno relativamente economico. L'Itcg Fermi mantiene nella media i costi per i propri studenti, con il merito di rimanere molto al di sotto dei limiti indicati dal ministero. Tra ragionieri, geometri e iscritti all'indirizzo turistico le differenze sono minime, e naturalmente l'aggravio maggiore risulta per tutti quello relativo al primo anno. Le notizie migliori arrivano dall'Ipsia Antonio Pacinotti, in assoluto la scuola più virtuosa del panorama pontederese: nessun conto superiore ai 250 euro, ed escludendo il primo anno si faticherebbe a superare anche i 150.
Il record per il costo più basso spetta poi alle cinque classi seconde: 52,20 euro per l'intero anno scolastico. I problemi arrivano allo scientifico, con il primo anno più alto in assoluto (346,25 euro) e un terzo anno oltre il limite stabilito. Anche le classi quarte, spesso meno impegnative economicamente, qui oscillano a seconda dell'indirizzo dai 235,40 ai 270,8. Chiude il linguistico in più di un'occasione oltre il limite di guardia. I 399 euro per la classe terza sono un record poco invidiabile, ma c'è da dire che gli altri due indirizzi, ossia il liceo delle scienze umane e il liceo economico sociale rientrano nei limiti stabiliti dalla legge.
Nicolò Colombini
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