Il Tirreno

Pontedera

La Misericordia festeggia 25 anni con una nuova casa

Si chiude l’avventura cominciata in 2 stanzine: era un pollaio Un libro racconterà la storia dell’associazione di Forcoli

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FORCOLI. Una storia bella, avvincente,iniziata in due stanzine alla buona, che tutti chiamavano “il pollaio” (e in effetti, prima che venisse riconvertito a ufficio grazie a un tavolo e un telefono, il luogo era esclusivo appannaggio di polli e galline). E arrivata alla costruzione di una nuova sede, la prima ufficiale, finalmente definitiva, dopo diverse peregrinazioni: grande, moderna, funzionale, un nuovo fiore all'occhiello di questa fetta di provincia. In mezzo, i venticinque anni di vita della Misericordia di Forcoli, coi suoi governatori, i numerosi operatori che le hanno regalato il proprio tempo, i tanti che l'hanno vista crescere, sostenuta dall'amore di un intero paese. Che anno, il 2012, per la Confraternita forcolese: un quarto di secolo di attività da festeggiare con l'apertura dei locali della nuova “casa”, come la chiama il governatore Remo Paperini, che ormai è quasi ultimata e muoverà i suoi primi passi a brevissimo giro, e con un libro, che raccoglierà ricordi e testimonianze di questo lungo percorso al servizio del prossimo e che sarà presentato nel giorno dell'inaugurazione. Anni di impegno e dedizione che don Angelo Falchi e don Andrea Cristiani, presenze fondamentali per la Misericordia di Forcoli, ricordano con dolci parole. «Raccolta bambina e lasciata in abiti da sposa», è il commento di don Falchi. «Mi piace ricordarla così questa “creatura” che non ho concepito, ma che ho cresciuto con tutta la passione possibile». Don Cristiani, fa notare che « malgrado i mutamenti sociali e culturali che hanno contraddistinto questo quarto di secolo, Forcoli e la sua Misericordia non hanno perduto le loro radici cristiane ed è sorprendente come una popolazione così esigua esprima volontari di tutte le età che con dedizione e costanza si pongono al servizio del prossimo». «Che cosa sarebbe oggi Forcoli senza la sua Misericordia?», scrive Alberto Falchi, sindaco di Palaia. «Quale infinita serie di iniziative sociali e ricreative verrebbe a mancare? Diventa inimmaginabile solo porsi le domande, figuriamoci darsi le risposte».

«La nuova sede della Misericordia è un sogno che abbiamo inseguito a lungo» dice il governatore Remo Paperini. «Sono loro i veri protagonisti del libro, senza il loro impegno nulla sarebbe stato possibile. La grande festa che faremo per festeggiare questo importante traguardo sarà dedicata soprattutto a loro».

Andrea Lanini

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