Toscana
Allarme bocconi al veleno cani intossicati e denunce
Ai Pratini, lungo le mura, nei borghi, al Teatro Romano ritrovate polpettine rosse Animalisti preoccupati: pericolo anche per i bambini, non è una sola persona
VOLTERRA. Nonostante il periodo agostano, gli assassini degli animali non vanno in vacanza. Anzi, si danno sempre più da fare coi crimini a danno di cani e gatti, disseminando la città di bocconcini avvelenati.
A segnalarlo sono i membri della Gavol volterrana, associazione animalista del Colle che ha visto aumentare in modo preoccupante le segnalazioni di animaletti che ingoiano polpette avvelenate. Gli avvelenamenti.
«I luoghi dei misfatti si sono moltiplicati nel giro di pochissimo tempo, tantoché non può trattarsi di un singolo autore», entra nel merito Cristina Ginesi, della Gavol. «Già dagli ultimi giorni del mese di luglio abbiamo notato che i fenomeni sono aumentati, nonostante le segnalazioni rivolte dai proprietari di animali domestici a vigili urbani e carabinieri». Qualche giorno fa avevamo dato infatti notizia delle disposizioni di bonifica del Comune in seguito alla morte di un gatto avvelenato. Il sindaco, Marco Buselli, ha ordinato ai vigili urbani di provvedere all’immediata installazione di cartellonistica di avviso di possibili sostanze tossiche (esche, veleni) in borgo Santo Stefano nel luogo dove viveva il gatto e nelle aree limitrofe, per tutta la durata delle operazione fino all’eventuale bonifica della zona. Ma proprio i gatti, al contrario dei cani, sono gli animali più difficili da monitorare.
«I gatti, specie quelli randagi, vanno a morire lontano, e quindi difficilmente potremo fare una stima precisa delle vittime. Si sa solo che i cani colpiti dai malfattori avevano mangiato, poco prima di sentirsi male, delle polpette rosse mischiate a croccantini o mangime. E che i rispettivi padroni hanno inoltrato diverse denunce ai carabinieri, per ora comunque senza esito».
Insomma, per preparare la crocchetta al veleno, il procedimento è forse quello di intingere il cibo in sostanze pericolose come ratticidi. I luoghi più pericolosi. «I posti in cui sono accaduti episodi del genere sono il perimetro lungo le mura, ai Pratini, a Valle Bona, al teatro romano e nei borghi in zona San Giusto», continua la Ginesi. «Innanzitutto rivolgiamo l’appello ai padroni di dissuadere l’animale dal mangiare cibo sospetto trovato per la strada, specie se di colore rossastro. Ma c’è anche la preoccupazione forte che quei bocconcini avvelenati, magari proprio perché colorati, possano essere trovati e ingeriti dai bambini: le sostanze chimiche che agiscono sugli animali sarebbero infatti mortali anche per i bimbi che inavvertitamente le inghiottissero», avverte il membro della Gavol. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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