Attenzione
Sicurezza, il bazar della Croce Rossa finisce in Parlamento
Castelnuovo, Realacci chiede lumi sui materiali stoccati L’azienda locale si occupa del recupero e della vendita
CASTELNUOVO. Pneumatici militari e non, batterie, macchine, caravan, mezzi militari risalenti ai due conflitti mondiali, lance della polizia. In una parola, quel “bazar” di una delle tre aziende in Italia, con sede a Castelnuovo, che vende e recupera beni dismessi dallo Stato per conto della Croce Rossa Italiana diventa oggetto di un’interrogazione parlamentare.
Da una parte il deputato del Pd Ermete Realacci, dall’altra il Ministero dell’Ambiente: nel mezzo c’è la società Soluzione srl, uno scrigno di tesori al contrario, a conduzione familiare di Idilio Masi che lavora con la Cri dal 1985.
Il parlamentare chiede lumi al Ministero sullo stato di sicurezza relativo allo stoccaggio di quelle montagne di materiali stivate nel piazzale dell’azienda, che si trova all’entrata del borgo geotermico di Castelnuovo Valdicecina.
«Sono ammassati oggetti di natura più varia e rifiuti speciali come ad esempio vecchi pneumatici», si legge nell’interrogazione dei primi di agosto.
Si parla di pneumatici, appunto.
E ancora di altri ingombranti di grosse dimensioni come macchine, caravan della Croce Rossa, mezzi militari anche risalenti ai due conflitti mondiali, motopescherecci, lance della polizia di Stato o della Guardia di finanza, batterie, pneumatici militari e non, indumenti e alcuni rifiuti classificabili come Raee, ovvero 2rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”, il cui stoccaggio, trasferimento e recupero sono regolamentati dalla direttiva Raee, recepita in Italia dal decreto Raee 208 del 2008.
L’interrogazione parlamentare è solo la punta dell’iceberg: in questi mesi sono tanti i cittadini che hanno protestato contro la situazione del piazzale, domandandosi se tutti quegli oggetti ammassati siano pericolosi per la salute.
Realacci, infatti, puntualizza al Ministero che «mi risulta che per determinate categorie di rifiuti è presumibilmente alto il rischio del suolo, nelle aree interessate dallo stoccaggio di materiali, come batterie, motori, raee e oli esausti».
Il deputato Pd chiede quindi al governo se sia a conoscenza della situazione.
«Domando se il governo – scrive – sia a conoscenza della questione e se non ritenga opportuno, anche tramite degli uffici territoriali e del comando dei carabinieri per la tutela ambientale, verificare la condizione del rimessaggio e la sua conformità rispetto alla normativa europea e nazionale sullo stoccaggio dei rifiuti praticato dalla società castelnuovina Soluzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google