La manifestazione
Siccità, corsi d’acqua a secco
Consorzio bonifica: «Valorizziamo gli invasi, anche per l’irrigazione»
PONTE A EGOLA. In secca l’85 per cento dei corsi d’acqua. Bagnati, anche se con pochissima acqua, sono rimasti solo l’Egola, l’Era, Orlo, il Cascina e il Roglio. Ma i livelli si stanno ulteriormente abbassando tanto che soprattutto il Cascina potrebbe andare in secca nel giro di pochi giorni. Mentre i prati sono gialli e le coltivazioni a rischio, è possibile camminare senza bagnarsi sul letto di quasi tutti i corsi d‘acqua. Lo rende noto il Consorzio di Bonifica Valdera con sede a Ponte a Egola e competenza su rii, fossi, fiumi e torrenti sparsi su 21 comuni e oltre 83mila ettari di territorio tra Valdera, Valdarno e Valdicecina.
«I fiumi in secca non creano problemi per i lavori che dobbiamo condurre a livello di manutenzione – spiega il commissario straordinario Edoardo Villani – Ci preoccupa la ripresa delle precipitazioni se dovessero arrivare rovesci intensi, e se dovesse cadere una quantità di acqua importante in poco tempo (le famose bombe d’acqua) perché in quel caso si rischiano allagamenti e piene». Che aggiunge: «Ci preoccupa inoltre la situazione in generale, e le ripercussioni di questa siccità sull’ambiente, sull’economia, sul comparto agricolo in particolare che registra già perdite importanti. Non ci dimentichiamo che la Bonifica ha tra i suoi compiti, laddove è possibile, quello dell’irrigazione».
«Per questo condividiamo il progetto del governatore della Toscana Enrico Rossi - aggiunge il commissario straordinario Villani - di creare una cabina di regia per fronteggiare il problema idrico anche nel settore dell’agricoltura, adottando la politica degli invasi».
Il quadro è evidente. «Ormai dobbiamo fare i conti con una stagione estiva con alte temperature e una quasi assenza di pioggia – prosegue Villani –. La Regione deve però decidere quali sono gli invasi strategici al problema e su questi investire in termini d’impegno e di risorse per la loro messa in sicurezza in modo che siano operativi e funzionali».
Sulla mappa il commissario straordinario guarda soprattutto alla Valdera. «Anche il nostro territorio, la Valdera in particolare, è piena di invasi per lo più privati – dice –. Alcuni potrebbero svolgere un ruolo davvero prezioso come centri di rifornimento antincendio o come serbatoi per l’irrigazione agricola. La Regione, una volta in sicurezza, dovrebbe affidare gli invasi ai Consorzi di bonifica che hanno appunto il compito dell’irrigazione».
Il Consorzio di bonifica Valdera si sta occupando, per conto della Regione, della progettazione per la messa in sicurezza di due invasi a Volterra, il Pavone ed il Cavalcanti che hanno una portata complessiva di 200 mila metri cubi d’acqua.
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