Il Tirreno

Pontedera

Non decolla il cantiere per i restauri della chiesa

Il santuario della Madonna dell’Acqua ha bisogno di interventi di manutenzione Eppure il suo parroco storico aveva lasciato una cospicua eredità alla Curia

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CASCINA. Per tanti anni il Santuario della Madonna dell’Acqua a Cascina è stato scelto da molte coppie nel giorno del loro matrimonio. Da giugno 2009 è chiuso in seguito ad alcuni crolli e i lavori, annunciati più volte, tardano a partire.

I cittadini si chiedono le ragioni di tanta lentezza a mano a mano che l’erba continua ad aumentare sul sagrato della chiesa. Vedere l’edificio religioso lasciato in abbandono, circondato da erba alta e transenne non è un bello spettacolo. Impossibile non pensare alla “ricca “ eredità lasciata alla Curia dallo storico parroco del Santuario, don Mario Dini, morto nel dicembre 2005. Il degrado della chiesa e l’eredità milionaria stridono molto tra di loro.

È datata tre giugno 2009 l'ordinanza, firmata dal sindaco di allora Moreno Franceschini, con cui si dispone un intervento urgente per la messa in sicurezza del Santuario della Madonna dell'Acqua a Cascina. Intervento richiesto dopo un crollo che aveva interessato il tetto della chiesa e dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco, dopo che dal tetto della chiesa si erano distaccati pezzi di intonaco e di legno.

Un cedimento improvviso avvenuto prima della messa domenicale, che aveva messo in allarme i parrocchiani. Recentemente è successo nella chiesa di Selvatelle (chiusa per lo stesso motivo) e ancora prima a Forcoli e anche questo edificio stenta a ritrovare la sua vocazione.

I pompieri, per quanto riguarda il santuario di Cascina, hanno evidenziato problemi alla copertura, soprattutto nella parte della croce centrale di sostegno. Una trave in particolare è in condizioni precarie a causa di diffuse infiltrazioni d'acqua piovana. Ma lasciarla nello stato in cui si trova troppo a lungo non farà che peggiorare la situazione. Anche il campanile ha bisogno di lavori. Vigili del fuoco e l’allora sindaco, recependo le indicazioni emerse dopo il sopralluogo, non hanno fatto altro che ufficializzare il problema. Ma la chiesa aveva bisogno di manutenzione da tempo. Ora è certo che l'arcidiocesi di Pisa, proprietaria dell'immobile, è chiamata a mettere in sicurezza della parte del Santuario interessata dai problemi di staticità. Con l'ordinanza ha l'uso della chiesa è stato vietato, così come quello della canonica.

La progettazione e la realizzazione degli interventi di recupero della chiesa si sono rivelati più complessi del previsto e così, anche se inizialmente la parrocchia aveva stanziato una somma per iniziare i lavori, il cantiere non ha mai aperto come si può vedere passando davanti alla chiesa. Ritardi che sicuramente hanno una spiegazione ma non modificano la realtà.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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