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Appello Cia per la gestione degli ungulati

VOLTERRA. In Alta Valdicecina, come nel resto del territorio rurale provinciale, vige lo stato di emergenza. A preoccupare non è solo la carenza idrica ma anche la gestione degli ungulati. A...

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VOLTERRA. In Alta Valdicecina, come nel resto del territorio rurale provinciale, vige lo stato di emergenza. A preoccupare non è solo la carenza idrica ma anche la gestione degli ungulati. A segnalarlo sono i rappresentanti della Confederazione agricoltori (Cia) di Pisa nei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia (Atc) 14 e 15, Vezzosi e Rossi.

«Il venir meno del protocollo tra l’ex Istituto nazionale di fauna selvatica e la Provincia di Pisa sulla gestione degli ungulati ha privato gli Atc pisani di importanti strumenti, necessari per gli interventi di contenimento dei cinghiali, mettendo in questo modo a rischio tutto il lavoro fino ad oggi compiuto per la gestione degli ungulati», affermano i due esponenti della Cia.

Fra le varie novità negative di questa situazione Vezzosi e Rossi segnalano «la difficoltà ad espletare le richieste di abbattimento da parte delle aziende agricole, che denunciano il perseverare dei danni alle colture dovute dal cinghiale e la caduta delle deroghe al periodo di apertura della caccia al cinghiale, senza contare i limiti imposti alla caccia di selezione, strumento utilizzato per il contenimento di caprioli e daini».

La Confederazione agricoltori di Pisa segnala, inoltre, che in questo quadro «sono venute meno anche le indicazioni del Piano straordinario di controllo del cinghiale, promulgato solamente pochi anni fa dalla Provincia di Pisa e che ha consentito di affrontare una situazione di danni alle colture, a quel tempo critica». E sottolinea che gli effetti deleteri del mutato quadro di regole e provvedimenti riguardanti la gestione del cinghiale «sono al momento attenuati poiché la campagna dei cereali è ormai conclusa, ma siamo preoccupati per le colture a mais ed oleaginose che sono esposte ad attacco fino al periodo di apertura della caccia».

L’allarme si sposa con una preoccupazione crescente dei rappresentanti degli agricoltori aderenti alla Cia. «Non possiamo certamente affrontare la prossima stagione in assenza di provvedimenti specifici a difesa delle nostre colture – affermano – I danni alle colture agricole, provocati generalmente dal cinghiale, continuano ad essere una piaga per numerose aziende agricole e per questo la Confederazione italiana agricoltori di Pisa ritiene che non ci sia assolutamente consentito abbassare la guardia se vogliamo evitare il ripetersi di una situazione disastrosa vissuta solamente pochi anni fa».

Nella consapevolezza della gravità della situazione la Confederazione italiana agricoltori di Pisa chiede «un immediato intervento da parte della Provincia di Pisa e degli enti competenti, affinché si creino nuovamente le condizioni normative e tecniche, che siano in grado quanto prima di ripristinare ed anche migliorare gli strumenti messi in campo sino ad oggi dalla Regione e dalla Provincia di Pisa per la gestione degli ungulati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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