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Gli agricoltori chiedono lo stato di calamità

Gli agricoltori chiedono lo stato di calamità

VOLTERRA. «Chiediamo alle associazioni di categoria che premano in Regione affinché sia riconosciuto lo stato di calamità per le campagne del Volterrano». L’appello arriva da Saro Palazzolo,...

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VOLTERRA. «Chiediamo alle associazioni di categoria che premano in Regione affinché sia riconosciuto lo stato di calamità per le campagne del Volterrano». L’appello arriva da Saro Palazzolo, imprenditore agricolo e rappresentante dell’Udc di Volterra che si rivolge direttamente a Cia, Coldiretti e Confagricoltura di Pisa.

L’argomento è sempre quello, ovvero le condizioni di precarità che sta passando in questo momento il settore dell’agricoltura. «Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che non risparmia nessun settore: ortofruttta, mais, girasole ed ulivi. Inoltre, molti degli allevatori volterrani non hanno quasi più acqua per abbeverare gli animali, mentre i pascoli ed i prati sono ormai compromessi. Questo sta provocando un'impennata dei prezzi di tutte le materie prime. I costi di produzione degli allevatori erano già alti, ma questo ultimo aumento nel costo dei mangimi li rende insostenibili. Inoltre, la produzione di latte cala per lo stress termico degli animali e non aumentano, purtroppo, i prezzi dei prodotti caseari», sottolinea. E va a proporre alcune strategia per far fronte alla situazione. «Denunciamo la pressante necessità di approntare un piano di interventi volti al raggiungimento del'autosufficienza idrica ed energetica di tutte le aziende presenti nell'Alta Valdicecina. Per l'autosufficienza idrica, occorre realizzare o recuperare vasche di raccolta d'acqua piovana o risistemare laghetti che potrebbero essere alimentati durante l'inverno, raccogliendo l'acqua piovana dal loro bacino idrografico. Per l'autosufficienza energetica, l'Udc suggerisce di realizzare in tutte le aziende piccoli impianti di minieolico o fotovoltaico per la produzione di 10-20 Kwh, sufficienti per le esigenze di un'azienda agricola media. Per realizzare tutto questo, però, bisogna superare un problema: questi interventi comportano comunque una disponibilità di risorse finanziarie di cui le aziende volterrane oggi, mediamente, non dispongono. È qui che si chiede l'intervento pubblico che, però, non deve espletarsi mediante elargizioni a fondo perduto, ma più opportunamente utilizzando Fidi Toscana per fornire le garanzie necessarie agli istituti di credito».(f.s.)

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