Lutto
Dolcione amarcord all’ombra di Guido, il divoratore di bignè
La tradizione della “sagra del bignè” - la kermesse nata nel 1968 a Orentano per celebrare le maestranze pasticcere del paese in occasione del santo patrono
CASTELFRANCO. La tradizione della “sagra del bignè” - la kermesse nata nel 1968 a Orentano per celebrare le maestranze pasticcere del paese in occasione del santo patrono - ha colto nel segno anche a questa tornata. Tantissimi gli avventori, la maggior parte dei quali alla ricerca dei prelibatissimi bignè che i mastri pasticceri orentanesi hanno esportato nel dopoguerra in giro per l’Italia, specie a Roma.
Oltre alla sagra vera e propria, quest’anno al varo c’era la gara di chi i dolciumi doveva mangiarli nel minor tempo possibile. L'obiettivo per sbancare era scartare – e poi divorare – una confezione di cinque paste. Il tutto sponsorizzato dalla ditta di imballaggi Marex e organizzato dall’ente “Carnevale dei bambini”. «Abbiamo messo in campo la disfida per provare qualcosa di nuovo», ha spiegato dal palco Gabriele Toti, vicesindaco di Castelfranco di Sotto. «La ricorrenza è davvero importante, visti i 25 anni della sfilata del Dolcione».
Davanti ai posti di combattimento, alle batterie dei bignè, i giudici dovevano cronometrare al centesimo il tempo impiegato da ogni concorrente. Sul palco, invece, l’intrattenimento comico a suon di risate di Massimo Antichi e la musica della band “Contromano”. In palio per i mangiatori tre lauti premi gastronomici. Alla fine, si sono piazzati Matteo Bernardini (terzo), Bruno Macchi (secondo) e Guido Bertoncini (primo, nella foto in alto). «È dall’ora di cena che non mangio, ma nel mio stomaco c’è ancora posto per altri bignè», ha ironizzato il vincitore di Altopascio. Ieri sera, poi, il vero e proprio galà della pasticceria orentanese, con la sfilata del Dolcione. «Per la sfilata del Dolcione – spiega Uliviero Ponziani, organizzatore – abbiamo deciso di raddoppiare». Spazio a un dolce omaggio alla prima edizione della festa; dopodiché con un furgone frigorifero è stato portato sul posto e sporzionato il dolce vero e proprio. «Un profitterol gigante – conclude Ponziani - nel ricordo appunto del primo storico dolce che qui sfilò nel 1987: 50mila bignè utilizzati, settimane di lavoro e decine di pasticceri all'opera sono serviti per realizzare questa ennesima opera d'arte».
Jacopo Paganelli
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