Il dolore
Un consiglio? Le ricevute vanno conservate
Dover pagare due volte il bollo per l’auto, per quanto fastidioso, non è certo il più brutto “infortunio” che può capitare per non aver tenuto in ordine le carte. Sono tanti i documenti che siamo...
Dover pagare due volte il bollo per l’auto, per quanto fastidioso, non è certo il più brutto “infortunio” che può capitare per non aver tenuto in ordine le carte.
Sono tanti i documenti che siamo tenuti a conservare per dimostrare un avvenuto pagamento.
Non farlo, come visto, ci esporrebbe al rischio di dover pagare una seconda volta, per giunta con l’aggravio di interessi, more e sanzioni.
Ma quanto a lungo dobbiamo tenere le quietanze di pagamento?
La durata varia a seconda del tipo di documento.
I soggetti che sono legittimati a pretendere il pagamento da noi, sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso.
Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per “prescrizione”, e nessuno potrà più pretenderne il pagamento: soltanto a questo punto potremo disfarci della ricevuta.
Ecco alcuni esempi: per l’abbonamento alla Rai, la ricevuta di pagamento del canone va tenuta per dieci anni; l’affitto di casa? Cinque anni. Gli atti di compravendita di un immobile, per sempre; bollette utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, rifiuti) 5 anni. Mentre per i bollettini, le ricevute pagamento dell’ Ici e delle contravvenzion i, bastano cinque anni e le ricevute delle parcelle di professionisti (medici, avvocati, ecc.), si possono gettare via, senza conseguenze, dopo 3 anni.
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