Sicurezza
Quel gabbiano prigioniero del fango
Nessuno può salvarlo perché rischia di sprofondare nel terreno. Intanto l’animale sta morendo
SANTA LUCE. Il gabbiano non vuole morire, ce la sta mettendo tutta, ma il suo destino è ormai segnato. Da quattro giorni è infatti bloccato nel fango del lago di Santa Luce, ormai privo di acqua, eppure infido appena sotto la crosta di terra secca.
Anche il peso di un piccolo gabbiano è stato in grado di far sprofondare l'animale di quel tanto da impedirgli, poi, di liberarsi. Per fortuna, l'istinto ha fatto sì che gli altri del gruppo non fossero coinvolti. Purtroppo, per uno di loro, non c'è stato niente da fare.
I tecnici, impegnati in un costante monitoraggio - come documentano le immagini -non possono avvicinarsi per lo stesso motivo ed un intervento dall'alto non è praticabile, perché gli elicotteri sono impegnati altrove per i continui allarmi - incendio in Toscana e fuori dalla regione.
Un ipotetico aiuto è reso inoltre pericoloso soprattutto per la vita dei soccorritori, a causa della caratteristica attuale del terreno.
Il lago, infatti, è apparentemente compatto in superfice, ma a pochi centimetri di profondità dallo strato di fango solidificato ed a zolle, si muove un fluido composto d'acqua e fanghi d'argilla. Ciò rende comprensibilmente il terreno simile ad una grande area di sabbie mobili, capaci d'inghiottire eventuali soccorritori. Tra loro ed il gabbiano ci sono soltanto poche decine di metri, fatali però tra la vita e la morte. Il "gabbianino", come lo hanno affettuosamente chiamato gli esperti che lo seguono, giace ormai da molte ore in quella posizione, accasciato a terra. E' intrappolato lì dal giorno di Ferragosto e le torride temperature rendono sempre più improbabile una soluzione positiva.
Riesce a sopravvivere grazie alla presenza di fango ancora umido ed alla commovente solidarietà dei compagni che si alternano, in un continuo via vai, nel portargli cibo.
È davvero un'immagine straziante - ha commentato uno dei soccorritori - ma purtroppo, come in ogni situazione d'emergenza, esistono delle inderogabili priorità. È la legge della vita. E il gabbianino, pur attorniato dall'affetto dei suoi amici che lo guardano increduli, intanto, lentamente muore.
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