Sicurezza
Conigli carbonizzati nel rogo di una baracca
Paura l’altra sera a Latignano in via Rotina vicino ad alcune abitazioni C’erano anche dei polli, salvati dai cittadini. È polemica sulla pulizia di un campo
LATIGNANO. Trovarsi con le fiamme quasi alla porta di casa che attraversano un campo pieno di sterpaglie (non si da quanto tempo non viene pulito) e carbonizzano alcune baracche agricole al cui interno si trovano animali da cortile. È stato il panico, l’altra sera dopo le 20, in via Rotina nella campagna di Latignano. Quando alcuni cittadini hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco un leggero vento aveva già spinto le fiamme in una vasta area vicina alle case. Circa un ettaro la superficie interessata dal rogo. Ma a subire i danni più gravi è stata una coppia di pensionati, Angelo Guaianone, 72 anni e la moglie di circa 60 anni. Persone semplici che hanno visto andare in fumo una piccola fortuna a cui tenevano molto e non sanno chi “ringraziare”. La causa delle fiamme non è stata trovata. Ma è difficile pensare ad un fenomeno di autocombustione alle otto di sera anche se la terra è arida a causa della prolungata siccità.
«Avevamo da poco finito di mettere a posto la legna – racconta la moglie di Guaianone – quando abbiamo visto le fiamme. Alcuni vicini ci hanno aiutato a mettere in salvo i polli. Ma i conigli, credo circa 15, sono rimasti intrappolati. Sono morti. Abbiamo perso anche un bel raccolto di patate, attrezzi agricoli, mangimi per i polli. Se n’è andato un pezzo della nostra vita. Siamo rimasti molto male e ci chiediamo come possa essere successo».
I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per riportare la situazione alla normalità: sono intervenute squadre da Cascina, dalla centrale di Pisa e dal distaccamento volontario di Ponsacco. Le fiamme, come hanno raccontato gli stessi vigili del fuoco, sono arrivate anche a cinque-sei metri di altezza. Hanno preso facilmente vigore tra arbusti e sterpaglie di un terreno agricolo lasciato in stato di abbandono anche se si trova vicino alle case. La prima impressione che si può avere, dopo avere parlato con gli abitanti della zona, è che non ci sia un’adeguata vigilanza rispetto alle condizioni in cui vengono mantenuti terreni agricoli inseriti comunque in contesti vicini alle case. «Qualche volta abbiamo fatto presente il problema al proprietario del terreno – spiega la pensionata – ma le nostre richieste sono cadute nel vuoto. A volte anche per rapporti di buon vicinato conviene stare zitti. Ma ora che è successo questo posso dire che le fiamme erano davvero alte».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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