Il dolore
Chiusi per pranzo e niente caffé, odissea dei locali senz’acqua
La siccità stritola agriturismi, bar e ristoranti a Molino D’ Era «Abbiamo dovuto mandare via i clienti, chi ci ripagherà?»
VOLTERRA. «Un caffé macchiato per favore». Una, due. Decine di richieste ma la risposta di Sandra, titolare dell’albergo-ristorante Molino D’Era è sempre la solita. «Scusate il disagio, ma non abbiamo acqua». Pure il bagno nella mattinata di ieri viene chiuso al pubblico, il pranzo salta e con lui quelle dieci persone che avevano prenotato. Il disagio, in questi giorni di siccità e razionamenti difficili da capire e gestire, stritola tutti i locali della frazione volterrana di Molino D’Era.
«Ho ordinato privatamente una cisterna da 18 litri di acqua, ma la distribuzione è congestionata e ancora non è arrivata». Sandra non sta con le mani in mano e cerca di sopperire al problema dei rubinetti a secco, pagando di tasca sua, per garantire servizi ai suoi 40 ospiti. «Con questi caldi la gente ha bisogno di acqua, per fare la doccia, per rinfrescarsi. Il problema è grande e la paura che i turisti scelgano di andar via pure. Chi ci risarcirà per questi disagi?».
Tante sono le chiamate che arrivano in Comune. Tutti titolari di attività che cercano di percepire quando e se tornerà l’acqua. «Mi hanno detto che da noi tornerà intorno alle 14, ma come si fa con una struttura piena di gente a non far percepire i disagi? Lunedì mi sono rifornita con 8 carichi di acqua da riversare nel deposito che mi si sta svuotando. Ho speso 370 euro a carico», dice la sua, infuriatissima e rammaricata, Giulia Lazzari al timone dell’albergo relais il Palagetto. «Noi siamo qua dal 2004, ci siamo fatti veramente il mazzo per arrivare ad essere la realtà che siamo, e in un minuto rischi di perdere credibilità che nel nostro settore è tutto».
Pulizie dei macchinari, il mantenimento della piscina, servizio nelle camere e soprattutto nei wc, lavastoviglie. E ancora garantire la ristorazione, il servizio al bancone: è un dramma gestire un’attività al pubblico in queste condizioni, con ospiti che arrivano in vacanza nella struttura e vorrebbero che tutto fosse perfetto.
E pure al podere San Paolo, lungo la regionale 439, sempre a Molino D’Era, si avvisano le trenta persone che soggiornano nell’agriturismo di utilizzare l’acqua con parsimonia.
«Gli ospiti capiscono – spiega il gestore Maurizio Sonetti – d’altra parte si tratta di una situazione che va oltre quel che possiamo fare noi. Certo è che anche se abbiamo il deposito, i problemi ci sono per rifornirlo». Sonetti va a fondo: «Soprattutto quello che ci pesa è che non abbiamo un’alternativa valida se non quella di pagare per un pubblico servizio che non sta funzionando e di dover sborsare di tasca nostra con cisterne di acqua».
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