Gioco
Un aiuto alle famiglie che mandano i figli al nido
Dall’Unione della Valdera saranno assegnati i “buoni servizio”: tengono conto del reddito e della fascia oraria di frequenza. Sostegni da 69 a 165 euro al mese
PONTEDERA. Se nelle famiglie a lavorare sono sempre più spesso entrambi i coniugi, molti di loro fanno affidamento sugli asili nido per la custodia dei propri bimbi. Tanto che in Valdera anche il sistema di gestione dei nidi è stato condiviso attraverso l'Unione: ciò vuol dire che un bambino, poniamo di Capannoli, può frequentare il nido a Pontedera, e uno di Calcinaia a Lajatico, o viceversa. Il tutto nasce all’interno della cooperazione fra le strutture comunali e quelle private, accreditate presso la stessa Unione, per un totale di 33 asili nido complessivi.
Le domande. I posti disponibili ammontavano a circa un migliaio, mentre le conferme sono state 948, 18 in più rispetto allo scorso anno. «Ciò perché - spiega Cristina Giovannini dall’Unione - i genitori tendono a preferire i nidi comunali, evidentemente a causa dell’incidenza leggermente minore delle rette». Pochissimi piccoli infatti son rimasti in lista d’attesa, ed esclusivamente per i plessi comunali. «Il bando di domanda si è chiuso ad aprile; tuttavia, è sempre bene ribadirlo, le richieste di iscrizione pervenute successivamente al 24 aprile 2012 saranno collocate in coda alla stessa graduatoria. Prima di fare domanda per l’asilo comunale, è consigliabile rivolgersi allo stesso municipio, per avere informazioni più dettagliate. Con un solo modulo è possibile richiedere l'iscrizione fino a un massimo di 3 nidi del territorio della Valdera, indicandone l'ordine di priorità; la domanda, anche nel caso in cui le strutture prescelte siano ubicate in comuni diversi, deve essere presentata in uno solo dei tre comuni».
Le tariffe. L’Unione aiuta i genitori tramite convenzioni con gli asili privati; il che si traduce in agevolazioni importanti per le famiglie – i cosiddetti “buoni sevizio” - erogati in base al reddito Isee, alla fascia oraria frequentata e all’importo da pagare all’asilo da parte delle famiglie. Per esempio, per un Isee intorno ai 5mila euro, una frequenza compresa fra 6 e 9 ore giornaliere, e una retta minima di 69 euro, l’Unione garantisce un contributo che può arrivare fino 4cento venti euro. Mentre invece, con un reddito compreso fra 20mila e 35mila euro, e la stessa incidenza di ore giornaliere, il buono servizio che l’Unione mette sul tavolo è di 165 euro, a fronte di un canone minimo di 278 euro. «Il buono servizio è spendibile esclusivamente nei servizi accreditati e non può comunque eccedere la tariffa praticata all’utente», continua Giovannini. «Infine, i privati inviano ogni mese all’Unione Valdera la fattura riepilogativa, corredata da un prospetto, debitamente sottoscritto dal genitore per accettazione, dal quale risultino i giorni frequentati nel mese».
Le tendenze. Grandi città abbassano la frequenza giornaliera degli asili per diminuire le rette. In Valdera no. «Quel che si richiede è semmai mantenere inalterate le tariffe, incrementando la fascia oraria di copertura, per agevolare le famiglie in cui i genitori lavorano», spiega Corrado Guidi, delegato per le politiche sociali dell’Unione e primo cittadino di Bientina. «Tuttavia è già tanto se riusciamo a mantenere il servizio così com’è », conclude il sindaco di Bientina.
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