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Pontedera

Buoni libro, sbaglio nelle lettere

Buoni libro, sbaglio nelle lettere

Alle famiglie è stato comunicato un errato recapito per la riscossione: come fare

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PONTEDERA. “Scusate, abbiamo sbagliato”. Il messaggio è arrivato ptima attraverso il sito web dell’Unione dei Comuni della Valdera, poi con tanto di lettera. La seconda, inviata a un migliaio di famiglie di studenti di tutti i Comuni che appartengono all’Unione.

Un doppio invio obbligato da un errore materiale di comunicazione sulle modalità di riscossione dei soldi assegnati come borsa di studio e buoni libro a chi ne aveva fatto richiesta.

«Avvisiamo le famiglie destinatarie della comunicazione per la riscossione dei buoni libro e borse di studio anno 2011/202 – c’è scritto nella comunicazione – che, a causa di un errore nel programma informatico, nelle lettere inviate dall'Unione Valdera è stata indicata una modalità di riscossione errata».

Coloro che hanno ricevuto comunicazione di riscuotere i benefici presso la banca di Credito cooperativo di Fornacette, devono recarsi invece in qualsiasi ufficio postale entro il 30 settembre 2012. Ccoloro invece che hanno avuto indicazione di riscuotere tramite bonifico presso qualsiasi ufficio postale devono invece recarsi presso qualsiasi filiale della banca di Credito cooperativo di Fornacette.

Resta invariata la modalità di riscossione per coloro che hanno richiesto l'accredito su conto corrente.

Le persone interessate sono oltre mille e seicento: 885 le domande di buoni libro che sono state accolte (il totale dell’importo che verrà erogato è di 131mila e 676 euro).

Di questi 623 sono stati destinati al pagamento attraverso un bonifico su Poste Italiane; 859 attraverso la Tesoseria e 137 con accredito diretto al conto corrente dell’assegnatario dell’importo.

L’errore - informatico, come dice l’Unione nel messaggio indirizzato ai destinatari degli importi - ha generato uno scambio di informazioni. Così chi è già andato agli uffici postali, per incassare quel che avrebbe dovuto ricevere, si è sentito dire che non c’era niente a suo nome. E lo stesso è accaduto per chi si è rivolto alla banca sede della Tesoreria.

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