Il Tirreno

Pontedera

«Vedo solo ombre da oltre 30 anni»

«Vedo solo ombre da oltre 30 anni»

Il presunto falso cieco di Ponsacco, accusato di truffa, si difende davanti alle telecamere della Rai

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PONSACCO. Se la prende con l’«accelerazione mediatica» subìta dalla vicenda di cui è protagonista, ma poi è il primo ad utilizzare il circuito mediatico per difendersi e cercare di far valere le proprie ragioni. Matteo Caputo, 60 anni, di Ponsacco, salito agli onori delle cronache come il presunto falso cieco in seguito ad un’articolata indagine della Guardia di Finanza, non ci sta e rilancia le sue convinzioni attraverso gli organi di stampa. Nei giorni scorsi il suo avvocato, Stefano Ceni, aveva diffuso un comunicato all’agenzia giornalistica Ansa e ieri Caputo si è fatto intervistare (facendosi riprendere dalla telecamera solamente di profilo e di spalle) dal Tg3 regionale.

Caputo è accusato di truffa ai danni dello Stato, che ora gli richiede indietro i 500mila euro della super pensione che da oltre trent’anni il Ministero della Difesa gli ha sempre pagato.

«Da tantissimi anni – ha affermato Caputo, il quale ha lavorato, prima di andare in pensione, come centralinista al Provveditorato agli Studi di Pisa – soffro di una grave menomazione, ampiamente documentata. Ci vedo pochissimo, sempre molto annebbiato e sono costretto a fare continuamente tanta attenzione. Gli ostacoli, infatti, li vedo all’ultimo momento, ma riesco ad evitarli non appena vedo l’ombra. La gente mi vede senza occhiali perché il mio problema, trattandosi di neurite ottica, non è assolutamente correggibile con le lenti».

Alla Rai Caputo ha spiegato di aver contratto la malattia durante il servizio di leva. «Erano passati circa due mesi dal mio ingresso in caserma – ha raccontato – quando ebbi le prime difficoltà di vista e ci fu il primo ricovero in un ospedale militare. La malattia, purtroppo, non è guaribile. Risale al 1978 il riconoscimento ufficiale e da allora sono sempre stato seguito».

Caputo confessa poi di vivere con grandi difficoltà dal giorno in cui è scoppiata la vicenda, accompagnata anche dal video girato dai finanzieri in cui si vede il pensionato di Ponsacco aggirarsi senza alcun problema (per la verità, dalle immagini non sembrerebbe una persona che si muove vedendo solo ombre e riconoscendo gli ostacoli solo all’ultimo momento) tra le strade, tra le bancarelle del mercato settimanale e all’entrata e all’uscita dai negozi.

«Da quando mi hanno accusato di truffa – ha detto Caputo – mi sento malissimo. Sono sempre stato una persona onesta e ci tengo a ribadirlo».

L’intervista alla Rai si conclude con un paio di battute dell’avvocato Ceni: «Il mio cliente ha collaborato ampiamente dall’inizio delle indagini e non capisco quindi l’accelerazione mediatica che si è voluto dare alla vicenda».

Cristiano Marcacci

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