Il dolore
Possibile la pista dell’inquinamento
L’assessore all’ambiente Corsi: «Il Comune è pronto eventualmente a costituirsi parte civile»
SANTA MARIA A MONTE. Sulla morìa di pesci nel canale Usciana l’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte dice di aver preso subito atto, sin dal primo mattino di sabato 11 agosto, delle segnalazioni giunte da alcuni cittadini e si è immediatamente attivata con i propri vigili urbani presso la polizia provinciale di Pisa ed il relativo servizio veterinario (che hanno poi effettuato il sopralluogo nel pomeriggio) e presso l’Arpat di Pisa.
«È nostro fermo interesse – spiega l’assessore comunale all’ambiente Raffaello Corsi – appurare se la moria ittica che è avvenuta sia imputabile esclusivamente alle sfavorevoli contingenze meteo-climatiche di questo periodo (la prolungata siccità e le temperature molto elevate hanno senza dubbio reso più critica la situazione del canale) o se, in aggiunta, si siano verificati episodi di sversamenti o inquinamenti, anche occulti, o anomale riduzioni di portata idrica dovute ad emungimenti, ed in tal caso accertarne le responsabilità».
Secondo il Comune, da almeno 4 anni non si verificavano morìe di pesci nel tratto del canale Usciana compreso tra Castelfranco e Santa Maria a Monte, «anche grazie ai più moderni ed efficienti impianti di ossigenazione installati dal Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio a monte dell’Usciana, che hanno garantito negli anni scorsi una buona tenuta di ossigeno in tutto il tratto del canale. Certo una buona ossigenazione – prosegue l’assessore Corsi – non può comunque metterci del tutto al riparo dal calo delle portate idriche, dal surriscaldamento delle acque e, tantomeno, da eventuali immissioni inquinanti all’interno del canale».
Dal 15 luglio 2010 è stato sotoscritto un protocollo d'intesa che coinvolge il Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio, la Provincia di Pistoia, il Circondario Empolese Valdelsa, l’Arpat e tutti i Comuni che afferiscono al comprensorio consortile, con lo scopo di garantire al meglio un’azione costante di monitoraggio delle portate idriche e della qualità delle acque, in particolare nel periodo estivo, un’azione di controllo e regolamentazione dei prelievi idrici estivi sia a monte che all’interno del Padule di Fucecchio, per garantire sempre e comunque il deflusso minimo vitale e un piano di ossigenazione più efficiente, in grado di prevenire i fenomeni di anossia che portano alle morìe di pesci.
«Pertanto – sottolinea l’assessore – questa amministrazione si attiverà anche presso gli attuatori del protocollo d’intesa (in primo luogo il Consorzio di Bonifica e la Provincia di Pistoia con la propria polizia provinciale) per verificare se siano state rispettate le indicazioni in esso contenute e siano state messe in atto le azioni necessarie previste dal protocollo stesso, in particolare per quanto riguarda il controllo degli emungimenti a monte e il mantenimento delle portate minime vitali. L’amministrazione, inoltre, resta in attesa dei dati dei prelievi e delle analisi effettuate dagli enti preposti, riservandosi – qualora emergessero delle responsabilità oggettive in omissioni o in atti dolosi di inquinamento – di sporgere denuncia e costituirsi parte civile».
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