Sicurezza
L’altro volto della città nel museo del tessile
Il progetto è all’esame del Comune di Pontedera, tra i nodi la scelta di una sede adeguata
PONTEDERA. Un museo del tessile per riscoprire le origini produttive della Valdera. È l’idea della famiglia Marconcini che ha molti macchinari da impiegare nel progetto nella vecchia ditta, quella di via Roma. Dal 1860 a oggi, oltre 150 anni di storia dei tessuti attraverso gli strumenti utilizzati per crearli. «Sarebbe un bel modo per far capire ai pontederesi cos'è stata la loro città nel passato – dice Enzo Marconcini, mostrando un telaio dei primi del Novecento sistemato a fianco della nuova azienda di via Marche, nella zona industriale di Gello, perché ora questa zona è prevalentemente a vocazione metalmeccanica. Ma è stata la Piaggio a sviluppare questo tipo d’industria. Prima, invece, c’erano un sacco di pastifici e molte altre aziende, ma Pontedera era soprattutto un centro tessile, con tantissime realtà che realizzavano prodotti eccezionali».
L’operazione museo del tessile è in fase di discussione con il Comune di Pontedera. Per adesso siamo nella fase embrionale. Quel che manca è l’individuazione di una sede in grado di ospitare macchinari e telai pesanti e di grandi dimensioni come quelli usati per tessere lino, canapa e cotone che hanno fatto la storia del cordificio Marconcini prima, dell’Italtessil poi, ma anche di tante altre realtà che con il tempo hanno chiuso i battenti. (a.q.)
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