Il dolore
Italtessil tesse il filo dell’eccellenza
Nuova sede a Gello per la storica azienda fondata nel 1860 come cordificio dalla famiglia Marconcini
PONTEDERA. «I cinesi hanno i telai migliori e costosi del mondo. Hanno livelli produttivi eccezionali, ma puntano sulla quantità. Noi, invece, dobbiamo usare macchine diverse, che lavorano a ritmi inferiori, ma che permettono di ottenere articoli unici ed esclusivi». Enzo Marconcini spiega la filosofia della Italtessil, l’azienda che conduce con il figlio Simone, il fratello Dario e il nipote Marco e che si è trasferita dallo storico cordificio di via Roma, fondato nel 1860, nella zona industriale di Gello, a Pontedera. Mentre parla, passeggia in mezzo ai telai, alcuni vecchi anche di 20 anni, altri riadattati alle necessità del mercato e molti nuovi di zecca, ma utili allo scopo di realizzare prodotti diversi da quelli orientali.
Marconcini tocca i telai, ne spiega le caratteristiche e per ognuno ha un aneddoto. C’è passione nell’aria e un dato conferma che questa filosofia è vincente: negli ultimi quattro anni, in piena crisi economica mondiale, l’Italtessil è cresciuta del 40%. «Nel 2008 abbiamo accusato il colpo – racconta Enzo Marconcini, la terza generazione di imprenditori –, ma ci siamo decisi a utilizzare uno strumento semplice e gratuito, la certificazione della Camera di commercio per la tracciabilità del prodotto. Così ci siamo messi a disposizione dei tecnici dell’ente camerale che ci hanno letteralmente spulciato le varie fasi produttive. Alla fine abbiamo ottenuto cartellini numerati che applichiamo ai nostri tessuti e che il mercato apprezza». Che aggiunge: «La materia prima arriva dall’estero, ma per il resto siamo Made in Tuscany al 100% ed è certificato il fatto che non facciamo i furbi con i clienti».
Firme del mondo della moda che con le stoffe a base di canapa, cotone e lino dei Marconcini (oltre a griffe che sfruttano la capacità dell’Italtessil nel lavorare la pelle) realizzano capi d’abbigliamento, accessori e calzature. Ma anche aziende di arredamento per le quali l’impresa pontederese lavora in esclusiva.
«Questa macchina sta intrecciando corda per le espadillas di una nota firma della moda», dice l’imprenditore passando a fianco a un piccolo telaio che lavora in maniera automatica. «Questo lino è stato usato come tappezzeria per tutti i negozi Woollrich nel mondo», spiega accarezzando un tessuto su uno scaffale. Il 70% della produzione Italtessil va all’estero, mentre il fatturato è di 7 milioni di euro, di cui il 5% viene destinato alla ricerca che i due fratelli e i rispettivi figli gestiscono in prima persona.
È di pochi giorni fa la nota con cui Cgil ha elogiato il rapporto tra proprietà e lavoratori della Italtessil che ha circa 50 dipendenti (2 aggiunti con il trasferimento) che non hanno mai fatto un minuto di cassa integrazione negli ultimi anni. Il testo del sindacato è stato fotocopiato e consegnato a ogni operaio in segno di gratitudine. «Nelle ditte come la nostra – dice Marconcini – è naturale che ci sia amicizia tra chi lavora e chi dirige. E questo ha effetti positivi sull’andamento dell’azienda». È il passato che ritorna e si adatta ai tempi moderni. Come il telaio anni ‘80 rielaborato dai ricercatori dell’Università di Firenze e che oggi permette di intrecciare sottili strisce di pelle di otto colori diversi contemporaneamente. «Una macchina unica al mondo – conclude – che fa cose che in Cina nemmeno si sognano».
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