Sicurezza
Finiti i lavori, riaperto l’oratorio
Giovedì sera la messa celebrata dal vescovo monsignor Fausto Tardelli. Le spese sostenute dalla Fondazione Carismi
SAN MINIATO. Sono terminati i primi interventi di restauro all’oratorio di San Sebastiano e San Rocco, che è di nuovo aperto al pubblico.
La chiesa. La chiesa, che si trova in piazza Buonaparte è di proprietà del Comune di San Miniato ed è a tutt’oggi consacrata; il primo impianto è del 1524 e all’inizio fu dedicata, come la piazza, al solo San Sebastiano; nel 1718 vi fu trasferita una reliquia di San Rocco e da allora assunse l’attuale nome, anche se è popolarmente conosciuta come “la chiesa di San Rocco”, il protettore dei pellegrini della Francigena e dalle malattie, prima fra tutte la peste.
I lavori. Il primo stralcio di lavori ha interessato la copertura del tetto oggetto di alcuni interventi, tra cui il consolidamento delle volte, per un ammontare di 91.817,55 euro.
I lavori, affidati alla ditta Ediltecna di Santa Maria a Monte, sono iniziati il 14 giugno e terminati il 6 agosto, comprese la pulizia interna della pavimentazione e la verniciatura dei due portoni, uno su piazza Buonaparte e uno su via Maioli.
La soddisfazione del sindaco. «Piazza Buonaparte riacquista così il suo splendore – ha detto il sindaco Vittorio Gabbanini –. La chiesa di San Rocco come la statua di Leopoldo II sono state restituite alla cittadinanza. Il restauro del tetto ha permesso di renderla nuovamente accessibile, adesso ci occuperemo dei risanamenti murari, dei paramenti esterni, ma anche dei dipinti: al suo interno infatti la chiesa custodisce affreschi di pittori samminiatesi quali Lotti, Giolli, Vezzi, Giannoni, Mori, Giani e Ciampalini; mentre la pulizia della statua ha messo in evidenza i tratti del volto del Granduca e i marmi possono essere apprezzati nella loro luminosità.
Tutto questo – prosegue il sindaco del Comune di San Miniato – è stato possibile grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato che ha sostenuto le spese per entrambi gli interventi e che noi ringraziamo sentitamente. Ci auguriamo che queste opere di restauro e manutenzione possano proseguire nel tempo al fine di rendere la nostra città sempre più bella e attrattiva».
Il contributo della Fondazione. «La Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato – ha dichiarato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato Antonio Guicciardini Salini – destina buona parte delle sue risorse al settore dell’arte e dei beni culturali; recentemente abbiamo contribuito al restauro dei Loggiati di San Domenico e a quello della Torre di Matilde. Ultimi in ordine di tempo gli interventi sulla statua di Leopoldo II e sulla chiesa di San Rocco, ma tanti edifici storici del territorio hanno visto, nel tempo, l’intervento della Fondazione che intende così, da un lato tutelare beni preziosi da un punto di vista culturale e storico, dall’altro contribuire alla promozione del territorio creando le condizioni perché un sempre crescente numero di turisti sia attratto dalle bellezze paesaggistiche e artistiche della nostra zona».
La cerimonia. Proprio la chiesa di San Rocco sarà al centro di una grande cerimonia religiosa, organizzata dal “Festival del Pensiero Popolare”, giovedì 16 agosto, quando il vescovo di San Miniato monsignor Fausto Tardelli, alle 21, celebrerà la messa.
In quell’occasione, presenti il sindaco Vittorio Gabbanini e il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato Gianfranco Rossi, sarà mostrato al pubblico il “ Buttafumo” di San Rocco protettore della via Francigena. Il “Buttafumo”, che si richiama al “Botafumeiro” della navata centrale nella cattedrale di Santiago di Compostela, è stato realizzato a partire dal progetto di cinque artisti, Fulvio Leoncini, Romano Masoni, Andrea Meini e Valerio Comparini, guidati da Giorgio Giolli (autore tra l’altro del Premio San Rocco 2012, che verrà attribuito ad un grande della poesia italiana come Giuliano Scabia).
«Il grande turibolo - dice Andrea Mancini, direttore artistico del Festival del Pensiero Popolare - attraverserà la piazza Buonaparte, davanti all’oratorio di San Rocco, subito dopo la messa».
Al termine della cerimonia seguirà il concerto dei Mascarimirì: lo straordinario gruppo salentino, reduce dai successi in tutto il mondo, mischia pizzica salentina, musica tzigana e contemporaneità, anch’esso legandosi al nome di San Rocco, patrono di Lecce.
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