Attenzione
Viva i campanili, ecco il “fusillo di Pisa”
Alla cena per Shalom anteprima in tavola per la nuova creazione del mastro pastaio Martelli
PONTEDERA. «Prima dell’ultima guerra, Pontedera era il maggiore centro italiano di produzione della pasta. Nel 1284, a Pisa, un fornaio dovette assumere un operaio per fare la pasta. Insomma, quando noi pisani facevamo la pasta, a Livorno non mungevano nemmeno le mucche».
Il risultato del maxi riordino delle Province voluto dal governo Monti, con Pisa destinata a chinare la testa di fronte a Livorno, non va proprio giù a Dino Martelli, il “pastaio” per eccellenza, i cui prodotti, confezionati nei tradizionali sacchetti gialli, portano in giro per il mondo il sapore genuino di Pisa e del suo territorio. Infastidito dallo scenario che si prospetta per i pisani, destinati ad avere quale punto di riferimento la guida-capoluogo Livorno, Martelli ha voluto premere sull’acceleratore del suo ultimo progetto, della sua nuova creazione, il “fusillo di Pisa”, che nasce appunto in un clima di salubre e rivendicato campanilismo.
Dopo la prestigiosa anteprima televisiva nell’ambito della trasmissione Rai “Linea Verde”, c’è stata anche quella in tavola. Per questa Martelli ha scelto una location particolarmente significativa, ovvero la cena di solidarietà per il Movimento Shalom che è stata organizzata nei giorni scorsi al ristorante “Le Tre Campane” di via Vecchia Treggiaia a Pontedera.
Qui, l’enogastronomo Enrico Bimbi aveva allestito “La Prova dei Cuochi”, con le tre grandi paste del territorio protagoniste di un simpatico e originale confronto: Martelli appunto, Caponi e Bio Floriddia. Tra le portate del menù, a cura dei cuochi Angelo Belluoccio (de “Le Tre Campane”), Manuela Rossi (de “La Polveriera”), Stefania Retini (de “La Rosmarina”) e Maria Menegato (de “La Cantinetta Vini”), c’erano proprio i nuovi fusilli di Pisa del Martelli. «Visto che noi pisani abbiamo la torre e i livornesi solamente i fossi – ha proseguito in stile anti-labronico Dino Martelli – inizialmente avevamo studiato una pasta fatta proprio a torre, bella a vedersi ma nel piatto non un granché. Quindi, abbiamo pensato di lavorare sul fusillo, aggiungendo un leggero solco sull’esterno, come fosse il camminamento per salire sulla sommità della torre. L’esperimento è riuscito e siamo pronti a dare il via alle vendite».
I commensali di Shalom hanno apprezzato e, incuriositi dal “fusillo di Pisa”, hanno contribuito ancor più volentieri alla raccolta fondi in favore del progetto solidale pro Burkina Faso “La banca del miglio”, presentato nel corso della serata dal fondatore del Movimento Shalom monsignor Andrea Pio Cristiani. (crimar)
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