Il Tirreno

Pontedera

«Le pale eoliche? Nessuno ci tocchi il nostro simbolo»

di Cristiano Marcacci
«Le pale eoliche? Nessuno ci tocchi il nostro simbolo»

Il sindaco Simone Millozzi replica alle accuse sugli scarsi proventi per il Comune «Non cercavamo vantaggi economici, è stata una scelta culturale ed ecologica»

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PONTEDERA. Ma le pale eoliche di Pontedera sono redditizie per le casse dell’amministrazione comunale oppure servono solo a far gonfiare i bilanci dell’azienda privata che le ha costruite e che le gestisce (la Electrawinds)? Il dibattito attorno a questo interrogativo si è infiammato in questi ultimi giorni, dopo la dura e dettagliata presa di posizione del capogruppo della Lista Civica Indipendente Alessandro Puccinelli, il quale ha anche stigmatizzato la presenza dell’ex sindaco Paolo Marconcini, attuale presidente di Geofor, colui che più di ogni altro ha voluto il parco eolico nella città della Vespa, nel consiglio d’amministrazione della stessa Electrawinds.

Il nostro simbolo. Puccinelli ci vuol veder chiaro tra il vento delle pale eoliche e la giunta risponde prontamente. Il sindaco Simone Millozzi parla addirittura di “attacco ad un positivo simbolo della città di Pontedera”. «Questa amministrazione comunale – sostiene il primo cittadino – lo ha sempre ribadito: non sono state fatte installare le pale eoliche per ottenere precipuamente un vantaggio economico. È chiaro che il vantaggio economico è positivo e utile per tutta la comunità, ma la scelta di autorizzare le pale eoliche è stata innanzitutto culturale ed ecologica. Laddove si crea energia da fonti non inquinanti si compie un passo verso un mondo migliore. Puccinelli si dovrebbe chiedere quante persone si sono salvate evitando che migliaia di tonnellate di anidride carbonica venissero immesse nell’atmosfera. Questa è stata la nostra scelta culturale ed è questo il vero ed importante interesse generale per questa operazione. A cui poi si aggiunge il vantaggio economico che può apparire piccolo ma in realtà è assolutamente in linea con norme e consuetudini».

Le royalties. Da Palazzo Stefanelli si chiarisce che le cosiddette “royalties” sono parametrate a molti fattori. «Non si può certo paragonare – si fa presente dal municipio – la quantità di energia prodotta realmente (la potenza nominale di 8 mw, cui fa riferimento Puccinelli non è un indice dell’energia realmente prodotta), tra un impianto a valle e uno che si trova sui crinali delle montagne. Il paragone con le pale posizionate altrove non regge, essendoci luoghi che permettono una maggiore esposizione al vento. Abbiamo fatto una precisa scelta: collocare l’impianto eolico nella nostra zona industriale, pianeggiante e poco ventosa, ma con contenuto impatto ambientale e quindi con maggiori costi di investimento (tutti a carico del privato), anziché optare per scelte diverse ben più impattanti anche da un punto di vista paesaggistico (ma magari con minori costi di impianto)».

Le cifre. La realizzazione del progetto eolico ammonta a 15 milioni di euro circa, sostenuti dalla società Electrawinds. «Il Comune di Pontedera – prosegue il sindaco – non è intervenuto nella spesa e quindi ai nostri concittadini non costa nulla. Al Comune anzi spetta il 2% del ricavo della vendita dell’energia prodotta per tutta la durata della vita dell’impianto a titolo di royalties, pari quest’anno a circa 13mila euro, oltre ad 8mila euro circa per ciascun aero-generatore per anno (quindi 32 mila euro)quale canone di concessione del parco eolico. A questi vanno aggiunti circa 40mila euro l’anno di Imu che vengono versati al Comune per le pale. Ci sembra un contributo commisurato all’investimento fatto. Invitiamo pertanto il consigliere Puccinelli a usare i termini con maggiore prudenza: non c’è stato alcun “regalo” alla Electrawinds».

La difesa di Marconcini. «L’ex sindaco Marconcini – sottolinea Millozzi – ha dedicato decenni della sua vita alla crescita culturale della città. Oggi non ha più ruoli politici. Al tempo stesso, alla luce delle ottime cose da lui fatte durante i dieci anni di governo, è stato scelto per gestire alcuni problemi sul territorio. Ci chiediamo per quale ragione, da cittadino privato, non avrebbe dovuto farlo. Un bravo sindaco, alla fine del suo mandato, deve essere “interdetto” dai pubblici uffici?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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