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Poste, contro i tagli i cittadini si mobilitano

Poste, contro i tagli i cittadini si mobilitano

MONTEFOSCOLI. A Montefoscoli la popolazione si sta organizzando per fronteggiare la prossima chiusura dell'ufficio postale; in pochi giorni oltre 250 cittadini hanno apposto la loro firma su un...

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MONTEFOSCOLI.

A Montefoscoli la popolazione si sta organizzando per fronteggiare la prossima chiusura dell'ufficio postale; in pochi giorni oltre 250 cittadini hanno apposto la loro firma su un documento che li invita a togliere i propri soldi non appena verrà attuata la chiusura dell’ ufficio.

« L’obiettivo è quello di evitare la chiusura dello sportello postale usando gli stessi argomenti di Poste: i soldi. Nel mese di settembre le firme saranno consegnate alla direzione generale di Roma, alla direzione territoriale di Pisa, al Presidente della Regione, al presidente della Provincia e al Sindaco di Palaia al quale fin da ora chiediamo di impegnarsi nelle sedi competenti per cercare di evitare la chiusura dell’ufficio; inoltre lo invitiamo a venire a discutere del problema con la popolazione», afferma Roberto Taddei di Rc.

I cittadini sono colpiti dalla «disinvoltura con la quale un'azienda, a maggioranza pubblica, quale Poste Italiane, che ha chiuso il bilancio in utile, con 846 milioni di euro, parli di esuberi e di tagli al servizio; siamo anche testimoni, nostro malgrado, dello scadente servizio attualmente fornito dallo sportello di Montefoscoli a causa delle aperture a giorni alterni, della scarsa efficienza delle attrezzature di cui è dotato l'ufficio e del continuo avvicendamento degli operatori. Un’offerta che rimane al di sotto dei bisogni della nostra piccola comunità, composta tra l’altro, da molte persone anziane che necessitano di un servizio e di un riferimento sicuro». Rifondazione invita i cittadini a ritirare i risparmi dalle Poste se non sarà rivista la politica dei tagli.

Anche il Pd dice noi ai tagli dei piccoli uffici. Questa «scelta viene portata avanti senza il minimo coinvolgimento degli enti locali interessati ed è anzi aggravata dalle notizie di stampa, che aumentano incertezza e preoccupazione tra i cittadini. Colpisce questo atteggiamento perché compiuto da una società per azioni interamente pubblica, con le quote detenute al 100% dal Ministero del Tesoro, e quindi con una forte connotazione al servizio rivolto all’utenza nel suo complesso», affermano Olivia Picchi e Gabriele Toti del Pd. «Appoggiamo le varie iniziative, le raccolte di firme e le azioni di protesta, a difesa degli uffici esistenti, che, lo ricordiamo, rappresentano degli insostituibili presidi sul territorio. Auspichiamo infine un ripensamento di questa scelta, ed in prima istanza ribadiamo la richiesta di un incontro tra l’azienda e tutti gli enti locali interessati», concludono Picchi (responsabile economia e lavoro Pd Pisa e Toti ( responsabile enti locali Pd Pisa).

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