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Pontedera

«Nulla ha influenzato le scelte pubbliche sulle pale eoliche»

«Nulla ha influenzato le scelte pubbliche sulle pale eoliche»

L’ex sindaco Paolo Marconcini risponde alla lista civica «Sono un privato cittadino e faccio parte di vari consigli»

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PONTEDERA. Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera e grande fautore del progetto per l’installazione delle pale eolico lungo lo Scolamatore così come di progetti sulle energie rinnovabili, precisa la sua posizione rispetto all’incarico che gli ha dato la società che ha installato le pale eoliche.

«Ricorderò solo per sommi capi che si parla di un progetto realizzato nel 2004/5 quando non c'erano altre offerte di installazioni di pale eoliche come quella che noi ricevemmo. Le offerte tecniche ed economiche passarono al vaglio dei dirigenti e dei funzionari di massimo livello del Comune. Dirigenti di grande competenza e dirittura morale, che hanno lasciato il Comune per motivi di anzianità o, purtroppo, prematuramente scomparsi. Il Comune di Pontedera, che si adoprò per far realizzare 4 aereogeneratori su suolo pubblico ricavato dalle lottizzazioni della zona industriale, ottenne, se non ricordo male, 8mila € circa a pala all'anno per l'occupazione del suolo, 8/9 mila € circa annui a pala per Ici, una royalty annuale del 2% sulla vendita di energia elettrica e, mi pare, ma non ricordo bene, anche un’una tantum di 10 mila € a pala», spiega Marconcini. Dunque il Comune percepisce ogni anno «all'incirca 70 mila €, oltre la cifra variabile derivante dal 2% dell'energia venduta, che dipende dalla ventosità, da noi, purtroppo, medio/bassa».

Electrawinds mise in atto un investimento di circa 15 milioni di euro, ricorda ancora l’ex sindaco, e ottenne un contributo europeo di circa 1.500.000 euro. «Ricordo che l'azienda belga ci propose anche una partecipazione azionaria nella società che avrebbe voluto dire anche compartecipare pro quota alle spese. Il Comune, sentiti anche i dirigenti, decise di non investire e di non rischiare. Ci sembrò al di sopra delle nostre possibilità. Ed è difficile e persino discutibile pensare di ricavare tanto se non si investe nulla. Noi infatti scommettemmo sopratutto su una scelta etica e ambientalista: consentire la produzione sul nostro territorio di energia rinnovabile». Nessun punto di contatto tra Marconcini e la lista civica. «Con quell'impianto, che molti invidiano a Pontedera, evidentemente non Puccinelli né la sua esigua lista civica, si produce energia bastante al nucleo urbano di Pontedera, senza ricorrere all'uso tradizionale dei combustibili fossili e contribuendo a limitare le emissione di Co2 in atmosfera. Niente ha influenzato, né doveva o poteva, le scelte pubbliche. Un anno dopo la fine del mio mandato da parte di Electrawinds mi è stato chiesto di aiutare il gruppo dirigente locale e così ho ritenuto di fare perché mi appassionava il campo della produzione di energia rinnovabile e mi piaceva che si potesse affermare un gruppo dirigente locale presso i nostri centri di trasferimento tecnologico». E ancora: «Mi addolora sentire che sarà sempre più difficile che tutto ciò si realizzi per molte ragioni, non ultimo per il fatto che il nostro Paese sia passato da una legislazione incentivante in materia di rinnovabili a normative, secondo me, eccessivamente negative». Marconcini poi ricorda che non è più sindaco da oltre tre anni. «Ho risposto alla lista civica solamente perché sono un esponente politico e per fugare ogni possibile dubbio o imbarazzo di sorta, ma non avendo cariche pubbliche elettive dirette oggi sono un privato cittadino. Se al consigliere comunale Alessandro Puccinelli tanto interessa sono anche, per conto di Geofor, toh, nel consiglio di amministrazione di Revet, l'azienda che ricicla i rifiuti a Pontedera e me ne onoro. Percepisco per questi incarichi modesti gettoni su cui pago le tasse. A che titolo sono in questi consigli? Forse per qualche merito, forse perché mi impegno e lavoro come ho sempre fatto».

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