Il dolore
Meno vino ma di maggior qualità
Le aziende del territorio si stanno preparando. Non si può aspettare ottobre, la vendemmia partirà a metà settembre
SAN MINIATO. L’oste della malora, nell’immaginario, allungava il vino con l’acqua, e lo rovinava. Ora, invece l’acqua, che manca dal cielo, sotto forma di pioggia, rischia di fare al vino danni anche maggiori per i buongustai. La locale associazione Vignaioli comprende 12 aziende produttive. Il presidente Leonardo Beconcini pensa di anticipare la vendemmia al 10 settembre. «Ho fatto una valutazione con gli associati, da tempo non si aspetta più ottobre per vendemmiare, si valutano le condizioni del tempo e del terreno. Con il caldo che fa, sarà sicuramente un vino potente». Poi, guarda i grappoli d’uva: «Il troppo caldo è un problema per tutti. Invece l’acqua no. Due soci che hanno i terreni verso Montopoli notano la differenza: dove il terreno è arenaria e sabbia, drena l’acqua che pertanto scorre via. Per la siccità la vite ne risente, rischia lo stress. Invece verso l’Empolese i terreni sono più pesanti e specialmente le vigne vecchie resistono meglio. Comunque, l’uva è sana, non ha parassiti né funghi».
Spumante. La fattoria Montellori ha sede a Fucecchio, ma ha vigneti a Cerreto Guidi, San Miniato e Larciano. «Ci preoccupiamo per lo spumante, e siccome l’uva sta ancora bene la vendemmia verrà avanzata moltissimo, diciamo subito dopo Ferragosto – dichiara Alessandro Nieri –. Per i vini rossi si può aspettare invece un altro mese e mezzo. È troppo tempo, il timore è che il chicco non si gonfi».
Vin santo. Anche Sara Pertici, all’azienda agricola Cupelli, guarda il cielo, preoccupata. «Vendemmieremo alla fine d’agosto o ai primi di settembre, rispetto all’anno scorso la situazione non è peggiore. Essendo a San Miniato, ma in pianura, abbiamo correnti d’aria più fresca che evitano il ristagno dell’afa. Per il via santo, invece, riprenderemo successivamente, quando l’uva sarà molto più dolce».
L’uva invaiata. L’enologa della fattoria Varramista a Montopoli, Francesca Frediani, ogni mattina nelle vigne controlla le foglie. «Un po’ di rugiada sopra c’è, la zona ha umidità per la vicinanza dell’Arno, ma se non piove sarà dura arrivare alla vendemmia, che anticiperemo un po’, alla prima settimana di settembre. L’uva è già invaiata, cioè ha cambiato colore dal verde al rosso, è sana, pertanto sarà un’annata interessante per il vino. Il gran caldo al momento è tollerato dalle viti, il vero problema è la siccità. Ma se piovesse troppo e scendesse la temperatura, allora il problema diventerebbe la muffa».
Vino da tavola. Una piccola azienda sanminiatese, che vende il vino anche al Mercatale di Slow Food migliorando continuamente, è “Il Tufo”, inaugurata il mese scorso. «La vigna è nella zona esposta a mezzogiorno – afferma Egidio Bertucci, che ha messo al timone dell’agriturismo la figlia Monica – ma in certe zone le uve sono allo stremo. Usiamo anche la nostra esperienza, e non certo espedienti: le vigne con radici in profondità resistono ancora».
Vermentino. Nel pontederese, il Vermentino della Fattoria Degli Azzoni come promette? «Una ventina di giorni fa, l’enologo era contento: meno quantità per circa il 25%, però più qualità – risponde il conte Avogadro –. Non ha piovuto quasi mai in quest’anno 2012, poi in aprile e maggio 230 millimetri insufficienti. Gli impianti giovani sono quasi allo stress». E conclude: «Nell’anno 2003 la temperatura arrivò a 42 gradi, e non andò bene; invece poi un filotto dal 2004 al 2009 è stato buono e più che buono. Altro anno critico il 2010, bene il 2011. La natura ha una ciclicità, e non mi sento neanche di invocare l’acqua: perché occorre sì che piova, ma senza fare danni, tantomeno grandinare».
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