La manifestazione
Finto cieco, il legale lo difende: «Problemi seri»
Si muove «in apparente libertà e senza alcun ausilio solo perché gli è rimasta ancora la capacità di percepire il movimento e la presenza di grandi oggetti» e questo è «ampiamente compatibile con il...
Si muove «in apparente
libertà e senza alcun ausilio solo perché gli è rimasta
ancora la capacità di percepire il movimento e la presenza di
grandi oggetti» e questo è «ampiamente compatibile con il diritto a fruire del trattamento di prima categoria che gli è stato all'epoca riconosciuto».
Lo spiega l'avvocato Stefano
Ceni, difensore di Matteo Caputo, il sessantenne di Ponsacco (ex centralinista del Provveditorato agli Studi di Pisa) denunciato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza con l'accusa di truffa per una
pensione d'invalidità percepita da oltre trent'anni. Le fiamme gialle sono in possesso di numerose immagini filmate che ritraggono Caputo a passeggio o a fare compere. In una nota il legale spiega che Caputo percepisce «una pensione tabellare, spettante ai soli militari di leva come risarcimento del danno subìto per le invalidità che abbiano
contratto a causa del servizio. Nel caso, erano i primi degli anni Settanta, fu una grave malattia che colpì entrambi
gli occhi e che ne ha grandemente diminuito le capacita visive, fino a consentirgli di distinguere gli oggetti, sempre in
maniera sfumata, a soli pochi centimetri di distanza».
Il legale stigmatizza poi «l'accelerazione soprattutto
mediatica che è stata data alla vicenda e che nelle forme ha
assunto veri e propri toni di caccia alle streghe».
L'indagato, conclude la nota, «ha già dimostrato alle autorità inquirenti spirito di collaborazione, non avendo nulla da temere: subito si
è sottoposto alle visite mediche e all'interrogatorio richiesti dalla procura della Repubblica di Pisa. Sono in via in via di deposito scritti difensivi e documentazione».
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