Sicurezza
Da Milano l’offerta di donare un progetto per il museo etrusco
VOLTERRA. Che si “scomodi” addirittura il figlio del grande progettista Franco Albini, il maestro – così come è chiamato da alcuni dei suoi “discepoli” prestigiosi come Renzo Piano – per il Museo...
VOLTERRA. Che si “scomodi” addirittura il figlio del grande progettista Franco Albini, il maestro – così come è chiamato da alcuni dei suoi “discepoli” prestigiosi come Renzo Piano – per il Museo Guarnacci è un onore per il Colle etrusco. Così lo Studio Albini associati-Castagna Ravelli attraverso le pagine del settimanale Sette del Corriere della Sera si è offerto di donare un progetto di risistemazione e di riallestimento - anche di nuova illuminazione – al museo etrusco di Volterra.
«Metteremmo volentieri a disposizione la nostra esperienza per ridare dignità, senza alcun stravolgimento, ma con piccoli e mirati interventi, a un museo non di grandi dimensioni, ma certamente di grande prestigio».
Lo studio milanese ha preso a cuore la situazione volterrana dopo aver seguito quella denuncia “nazionale” partita dalle condizioni di mala-conservazione del Teatro Romano, la più antica testimonianza dell’impero romano in Toscana. «Un museo che racchiude importanti opere archeologiche, una fra tutte l’Ombra della Sera e che l’incuria causata certamente dalla mancanza di fondi ha sprofondato in uno stato di degrado intollerabile», si legge. Al timone dello studio c’è Marco Albini, figlio del “maestro”, architetto, professore associato di architettura degli interni e allestimenti alla facoltà di architettura del politecnico di Milano. «Siamo convinti – si continua dal quartier generale meneghino – che una volta donato il progetto non sarebbe difficile trovare degli sponsor che possano coprire i costi di realizzazione».
L’appello non passa inosservato al direttore della pinacoteca di Volterra, nonché dipendente comunale, Alessandro Furiesi. Esperto in materia che ben conosce la fama di Franco Albini. «Era un grosso museografo degli anni Cinquanta e tra le altre cose l’allestimento della nostra pinacoteca degli anni ’80 richiama lo stile Albini», dice. «Sarebbe una grande opportunità, ma la cosa ridicole è che in Italia un progetto non si può regalare, perché passa come una sponsorizzazione e si può fare solo dietro gara. Si potrebbe solo accettare in teoria, ma varrebbe la pena, comunque, prendere contatti con questo studio».(f.s.)
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