Tubone, si riparte la Regione conferma «Intesa a settembre»
Vertice di sindaci e imprenditori con il presidente Rossi Un nuovo impulso anche dal ministero dell’Ambiente
SANTA CROCE. Nuovo slancio alla depurazione industriale. Il mega accordo di programma, datato 2004 e poi rivisto e corretto nel 2008, che promette di dovuto rivoluzionare il sistema della depurazione, convogliando nei tre impianti del Valdarno tutti gli scarichi della Valdinievole e dell’Empolese, prevedendo una riorganizzazione anche per la Valdera sembra essere tornato nell’agenda delle priorità. A settembre tutti i soggetti interessati definiranno e approveranno un aggiornamento dell’intesa che darà ulteriore impulso alla realizzazione del sistema di opere per la riorganizzazione e il miglioramento della depurazione in una vasta area che ha al suo centro il comprensorio del cuoio.
L’accordo per la depurazione industriale del comprensorio del cuoio va avanti. È quanto emerso nel corso di una riunione convocata presso la presidenza della Regione, cui hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni dei conciatori e tutti i soggetti istituzionali interessati. Nel corso dell’incontro il presidente Rossi e l’assessore hanno anche riferito l’esito di una riunione svoltasi a Roma con il ministero dell’Ambiente. Anche da questa è arrivata una decisa spinta a procedere verso la realizzazione degli interventi previsti dall’accordo, di cui il Ministero è parte attiva.
L’obiettivo è fare presto, molto presto. Il limite è fissato al 2015, quando arriveranno a scadenza le deroghe dell’Unione europea per gli scarichi inquinanti oltre i limiti di legge. L’incontro fiorentino è servito soprattutto a ribadire la volontà dei soggetti interessati a realizzare l’opera con l’aggiornamento, a settembre, dell’accordo sottoscritto nel 2008: un aggiornamento che servirà soprattutto a rafforzare i poteri d’impulso rispetto al complesso di opere che dovranno essere realizzate.
Il cosiddetto Tubone prevede di convogliare nei tre depuratori del Valdarno (Ponte a Cappiano, Santa Croce e San Romano) gli scarichi civili della Valdinievole, dell’Empolese e in parte della Valdera. Un piano da oltre 160 milioni (di cui 14 a carico dei conciatori), pensato negli anni ‘90, sottoscritto nel 2004 e rivisto nel 2008, che prevede 144 chilometri di nuove condotte e la dismissione di 47 vecchi impianti di depurazione. Il tutto con l’obiettivo è garantire ai depuratori del Valdarno una quantità d’acqua tale da diluire gli inquinanti risolvendo il problema degli scarichi in deroga, riducendo i costi di depurazione e limitando i prelievi da falda.
Il sistema di opere, infatti, prevede ancora il riutilizzo delle acque reflue depurate nelle industrie del comprensorio del cuoio, la conseguente eliminazione dei prelievi idrici da falda da parte delle industrie della concia, ma anche azioni e misure per la tutela e il risanamento del Padule di Fucecchio.
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