Il Tirreno

Pontedera

L’ex villa è una bomba ad orologeria

di Nilo Di Modica
L’ex villa è una bomba ad orologeria

La Catena di San Miniato: abitazioni minacciate dal rogo divampato tra i rovi e le sterpaglie che aggrediscono Castellonchio

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere al primo mozzicone di sigaretta gettato per strada. Questa la paura di alcuni residenti della località La Catena di San Miniato, abitanti intorno alla vecchia villa diroccata di Castellonchio, che mercoledì pomeriggio se la sono vista brutta a causa di un incendio divampato in un edificio vicino, anch'esso abbandonato, le cui fiamme hanno lambito anche le case vicine.

«Sono anni che viviamo questa situazione, ogni estate rischiamo di vedere andare in fumo le nostre case – racconta Fiorenzo Giani, noto sindacalista e residente intorno alla villa –. Il giardino della vecchia casa poderale è lasciato da anni incustodito, in preda a rovi e sterpaglie che ormai hanno raggiunto alcuni metri d'altezza rappresentando un serio pericolo per tutto il gruppo di case che si addossano sull'edificio della vecchia villa o sulle mura del giardino».

Il fuoco, divampato dalle sterpaglie nate intorno ad una casa diroccata vicina, di proprietà dell'Asl 11, si è pericolosamente avvicinato alla boscaglia creatasi negli anni accanto alla vecchia villa, da tempo in preda all'incuria e recentemente messa all'asta dal tribunale di Massa, attuale titolare dell'immobile. «Entrambi gli edifici versano in uno stato precario. L'edificio dell'Asl, peraltro, ha anche ancora tutta la copertura in eternit – spiega Giani –. Ma la villa in particolar modo rappresenta un grave rischio. Vi sono le case di ben cinque famiglie addossate intorno alle sue mura, e nel complesso anche l'edificio, nel caso scoppi un incendio a partire dalle sterpaglie in giardino, è ad alto rischio. Il tetto della chiesetta padronale è crollato e le vecchie travi di legno dello stabile brucerebbero in men che non si dica». Già qualche hanno fa, la madre di Giani, Maria Chiti, aveva scritto una lettera al sindaco per avvertirlo del pericolo, nella speranza di un intervento risolutivo. «A 87 anni scrisse quella lettera di suo pugno, perché non ne poteva più di vivere questa situazione. Ieri pomeriggio, quando aspettavamo i pompieri, si è spaventata a morte – continua Giani –. Situazione che in questi anni anche io ho cercato di segnalare alle autorità, ma senza risolvere alcunché». Senza contare i numerosi altri problemi derivanti dall'incuria in cui versa il cortile della vecchia casa padronale. Piccioni, topi, insetti e serpenti con i quali i residenti si sono ormai dovuti abituare a convivere. «La situazione è diventata ingestibile. Mentre aspettavamo i pompieri, ieri, c'eravamo già preparati ad abbandonare la casa da un momento all'altro – dice –. Non si può continuare così».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa